Ritratti Sportivi: VUJADIN BOSKOV, L’UOMO DELLA LANTERNA




Un allenatore che ha scritto intere pagine della storia sampdoriana e non solo. Ecco il Ritratto Sportivo di un personaggio indimenticabile. 


Vujadin Boskov è stato senza ombra di dubbio uno dei tecnici che meglio ha interpretato il ruolo di guastafeste nel calcio italiano. Nato a Begeg (Serbia) nel 1931, dal 1946 al 1960 gioca nel Vojvodina, la squadra della sua città, prima di passare alla Sampdoria, team che rimarrà per sempre legato indissolubilmente al destino del tecnico serbo, dove però rimane una sola stagione. Gioca ancora due stagioni in Svizzera prima di appendere le scarpe al chiodo per indossare il completo da allenatore.

 
Il primo team che gli dà fiducia è lo Young Boys, passa successivamente al Vojvodina e alla nazionale jugoslava. Ma il primo successo arriva in Olanda sulla panchina del Den Haag dove vince la Coppa dei Paesi Bassi, e al Feyenoord. Boskov è un grande conoscitore di calcio e per migliorarsi ulteriormente va ad allenare in Spagna il Real Saragozza, il Real Madrid, con cui raggiunge una finale di Coppa Campioni (persa a 8 minuti dalla fine con il Liverpool) e lo Sporting Gijon. Con il Real Madrid vince una Liga e due Coppe del Re cominciando a far vedere grandi capacità a livello tecnico e tattico.


Ma l’Italia deve tornare ad essere parte integrante della sua vita, è inevitabile. Nel 1985, dopo un breve intermezzo nella stagione precedente, allena l’Ascoli in Serie B portandolo alla promozione. Ma come, un tecnico capace di arrivare in finale di Champions League che accetta di allenare in Serie B? Boskov era particolare e questo aneddoto ne è la riprova.
Ma come già detto la Sampdoria è il filo conduttore di tutta la sua carriera: torna sotto la lanterna nel 1986 e ci rimane per sei anni. Nel 1991 arriva un clamoroso scudetto che manda in estasi i tifosi blucerchiati. Quella squadra poteva contare sul talento tra i pali di Gianluca Pagliuca, sulla leadership difensiva di Pietro Vierchowod, sulle geometrie di Toninho Cerezo e sui gol della premiata ditta Mancini – Vialli.


È l’apoteosi: Boskov è stato uno dei pochi tecnici ad interrompere l’egemonia dei tre top club (Inter, Milan e Juventus) vincendo un campionato incredibile. Il serbo è uno dei pochi allenatori doriani che sia stato apprezzato anche dall’altra sponda della Lanterna: infatti anche i genoani hanno sempre avuto massimo rispetto nei confronti di un rivale leale e corretto che ha regalato le più grandi gioie della storia blucerchiata.
Nel 1992 le attenzioni della Samp si spostano sulla Coppa dei Campioni e la squadra di Vialli e Mancini riesce a superare ogni ostacolo che gli si para davanti e arriva ad una clamorosa finale contro il Barcellona. La partita è molto equilibrata e non trova un vincitore nei primi novanta minuti. Si deve ricorrere ai tempi supplementari e ancora una volta il destino gioca un brutto scherzo a Boskov che come già successo ai tempi del Real Madrid vede svanire il sogno di alzare la Coppa a 8 minuti dalla fine dei supplementari: infatti al 112’ una punizione missile di Ronald “Rambo” Koeman batte Pagliuca e alla Samp non resta che rammaricarsi per la grande occasione sprecata.


Dopo quel finale sportivamente tragico, Boskov passa per una stagione alla Roma prima di un biennio al Napoli e un campionato in Svizzera sulla panchina del Servette, ma a metà della stagione 1997/98 ecco il ritorno alla Samp, sprofondata all’undicesimo posto con Cesar Luis Menotti. Il suo ritorno porta a una scossa in avvio, ma alla fine i blucerchiati chiudono all’ottavo posto e Boskov può salutare la piazza che gli ha regalato più soddisfazioni. 


Perugia e la nazionale jugoslava sono le ultime tappe della carriera da allenatore di Boskov che il 27 aprile 2014, dopo aver combattuto negli ultimi anni della sua vita con l’Alzheimer, muore. 


Ci saluta uno dei personaggi più iconici del calcio italiano che, tra il serio e il faceto, ha saputo conquistare il cuore di milioni di tifosi, non necessariamente delle squadre che ha allenato.


Stefano Villa – reporter cooperator

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