Il tecnico nerazzurro ha conquistato lo Scudetto e la Coppa Italia al primo anno completo in panchina compiendo un percorso straordinario.
Prendere una squadra moralmente a pezzi dopo una sconfitta netta in finale di Champions League, riassemblare tutte le tessere del mosaico, vincere uno Scudetto in maniera netta e perentoria e completare il tutto con la vittoria della Coppa Italia.
Il lavoro compiuto da Cristian Chivu nella sua prima stagione da allenatore dell’Inter è stato qualcosa di straordinario.
Una scelta quella della società nerazzurra per il post-Inzaghi che aveva sollevato non pochi dubbi, persino risate di scherno da parte di diversi addetti ai lavori che chiedevano l’esonero del tecnico romeno dopo le prime tre gare di campionato con due sconfitte. Sarebbe interessante vedere ora i volti di chi pensava che Chivu non sarebbe arrivato a mangiare il più milanese dei dolci, il panettone…
Il mister nerazzurro ha saputo superare i momenti bui con la saggezza di chi le aveva viste tutte pur avendo l’1% delle panchine dei colleghi che avrebbero dovuto duellare con lui per il titolo. Avrebbero dovuto, perché la realtà dice che quella dell’Inter è stata una cavalcata trionfale, praticamente incontrastata.
Un giovane allenatore che ha avuto l’intelligenza di proseguire sull’idea tattica di Simone Inzaghi, aggiungendo il suo tocco basato su verticalizzazioni veloci e ricerca spasmodica della porta avversaria. Il risultato è stato bellissimo da vedere e ha portato in dote un tricolore meritato per ciò che si è visto per tutto l’arco della stagione.
Anche dal punto di vista comunicativo Chivu ha rappresentato una ventata di novità nel calcio italiano, basato da troppi anni su polemiche, “cortomusismo” e dichiarazioni di facciata. Un merito che non sempre è stato riconosciuto all’ex difensore dell’Inter del Triplete.
Il voto per il primo anno da tecnico nerazzurro è ovviamente molto alto, ma il più grande risultato ottenuto da Cristian Chivu è quello di aver ricreato l’armonia nello spogliatoio e aver ricordato ai giocatori il grande valore qualitativo di ognuno di loro.
Dopo il 2024/25 tutto ciò non era affatto semplice.
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva: ELOGIO A CRISTIAN CHIVU
