Ho letto le vivaci critiche mosse al Sindaco Olivero per il suo intervento in occasione del 25 aprile e poiché non ero presente alla celebrazione ho recuperato e letto il discorso che ha pronunciato. In sintesi una difesa incondizionata di quel periodo storico, ricordando la fine del Fascismo, l’antifascismo, la guerra partigiana affermando che la Resistenza come l’antifascismo rappresentano una pagina importante della nostra storia che va conservata con attenzione e protetta con scrupolo. Molto meno tenero, va detto, è stato con l’antifascismo dei giorni nostri in nome del quale pare essere tutto consentito, compreso scatenare disordini ad ogni occasione, che non deve, sempre a suo dire, contaminare una pagina fondamentale della storia.
Non fa una grinza e mi stupisce che non sia piaciuta a “sinistra”.
Ma allora qual è la morale? La morale è che dell’antifascismo (quello vero) e della lotta di Liberazione importa poco anche alla sinistra odierna e nostrana, all’ANPI e a tutta la galassia di nostalgici che girano con il fazzoletto rosso al collo e con la stessa disinvoltura girano lo sguardo altrove quando qualche farabutto, a patto che sia un farabutto antifascista, infanga la storia e l’immagine di quanti l’hanno vissuta!
Difenderemo noi anche quella pagina di storia, ma quella di ottantuno anni fa perché l’attuale riedizione di antifascismo altro non fa che avvilirne la memoria.
Come avrebbe detto il Dogui: la sinistra senza il Fascismo is nothing!
Le parole del consigliere Riffi sul caso dell’antifascismo. Riceviamo e Pubblichiamo
