Arrivato a Milano con tantissime aspettative, il “Papero” non è riuscito a rispettare le attese per una serie di concause. Un grande rimpianto in salsa rossonera.
La storia del calcio è ricca di personaggi che non sono riusciti a mantenere le attese per caratteri difficili, problemi fisici e occasioni mancate.
Una menzione d’onore la merita Alexandre Pato, attaccante brasiliano dotato di un talento spropositato ma con un fisico di cristallo.
Il giovane verdeoro si mette in mostra tra le fila dell’Internacional di Porto Alegre, tanto da convincere il Milan ad investire 22 milioni di euro.
Il debutto in rossonero, con gol, arriva il 13 gennaio 2008 nel 5-2 al Napoli. È l’inizio di un viaggio idilliaco che, però, deve presto fare i conti con le problematiche fisiche che ne segneranno il destino italiano.
La crescita fisica avvenuta in tempi rapidi ridisegna completamente la sua struttura “aprendo le porte” a infortuni muscolari di ogni tipo.
Il “Papero” che aveva fatto innamorare il popolo milanista con accelerazioni brucianti e gol a ripetizione non c’è più, al suo posto un brutto anatroccolo che non riesce a tornare quello di un tempo.
Nel gennaio 2013 si chiude la sua avventura nel Belpaese con il passaggio al Corinthians dove vince il campionato. In Brasile ritrova continuità fisica e il San Paolo gli dà fiducia, ripagata in due anni da gol e prestazioni di alto livello.
Nella testa del nativo di Pato Branco c’è però un sogno: il ritorno in Europa che avviene nel 2016 al Chelsea prima e al Villareal in seguito.
I problemi fisici tornano a perseguitarlo e il viale del tramonto lo porta ad appena ventotto anni in Cina al Tianjin Quanjuan.
Il livello tecnico è quello che è, ma Pato torna a segnare dimostrando che il fiuto del gol è rimasto quello di un tempo.
Brasile e Stati Uniti sono le tappe successive del suo percorso e ad ogni step aumenta negli amanti del calcio il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato, basti pensare che con la maglia della nazionale brasiliana non è mai riuscito a disputare un solo minuto ai Mondiali. Un vero delitto sportivo per uno degli attaccanti più talentuosi della sua generazione che ora torna a mettersi in gioco al San Paolo.
La rete segnata al Camp Nou contro il Barcellona il 13 settembre 2011 dopo appena 25 secondi resta l’highlight più lucente della sua carriera, un marziano che segna ai marziani per dimostrare quello che sarebbe stato senza infortuni.
Un potenziale inespresso per colpe non totalmente imputabili a lui, Alexandre Pato rimane un fuoriclasse non baciato dalla fortuna.
Stefano Villa-reporter cooperator contg.news
Ritratti Sportivi di Stefano Villa: ALEXANDRE PATO, STORIA DI UN POTENZIALE INESPRESSO
