Tik Tok #VitadaBoomer di Roberto Pareschi

Pur non essendo un assiduo frequentatore dei social, e spesso
neppure apprezzandoli, confesso di essere sempre stato attratto da
uno in particolare: TikTok.
Il motivo è molto semplice.
Sono convinto che questo social sia lo strumento perfetto per
riuscire a comprendere l’essenza più genuina della società in cui
stiamo vivendo.
Intanto sono molto colpito dal concetto di “velocità”.
Ogni filmato di TikTok risponde sempre a questo requisito. Esporre
in un pochi secondi un concetto. Trattare in pochissimo tempo un
qualsiasi argomento.
Ho perfino visto alcuni filmati, più lunghi di qualche secondo del
solito standard, riportare la raccomandazione o meglio dire la
preghiera dell’autore a “ guardare fino alla fine “.
Inoltre mi interessa scoprire in questi brevi o brevissimi filmati il
modo di vedere e concepire la vita da parte dei giovani. Perché
TikTok è davvero il regno dei giovani. Dei loro sogni. Del loro
divertimento. Della loro voglia di raccontare la società.
Qui si fanno molte interessanti scoperte.
Insieme purtroppo a un disarmante pressapochismo ( condito
qualche volta da veri e proprio “strafalcioni grammaticali”) si
intravede anche un pensiero forte. La voglia continua di curiosare “
dal buco della serratura”, mai da protagonisti. Un tentativo di
piacere a tutti i costi, ricercando immagini e battute facili. Per lo più
un certo minimalismo creativo che non può che fare piacere .Sono sempre più affascinato dalle nuove possibilità economiche offerte da questo strumento. Per taluni produrre filmati per TikTok è
ormai diventato un vero e proprio lavoro. Uno di quei famosi nuovi lavori che non richiedono di possedere neppure una qualche cultura di base. Che non costano fatica ma che, va riconosciuto, sono dominati dalla creatività. Qui sta secondo me la diversità generazionale di cui mi piace
parlare. Per la mia generazione lavorare era inconsciamente sinonimo di
“obbligo” inderogabile, quasi una “ sofferenza” necessaria. Non c’era allegria e neppure creatività nelle nostre occupazioni. Oggi al contrario la fantasia e la capacità di innovarsi sono divenuti
una occasione di introiti economici ma soprattutto un modo per acquisire fama, successo e potere. Ed è in qualche modo frustrante per la nostra generazione, che ha inventato lo slogan “ fantasia al potere” e che poi non ha saputo
confrontarsi mai con questo potere, fino a lasciarsene vincere, assistere oggi al compimento di questo concetto.
Fantasia e creatività al potere. Un binomio perfetto.Chi l’avrebbe detto!

Roberto Pareschi-contg.news

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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