VIDEO LA DOMENICA DELLA GIOIA DI ANDREA BENEDETTO FERRO #il pensiero domenicale#

La terza Domenica di Avvento è chiamata tradizionalmente “Gaudete”, della gioia, siamo vicini al Natale, e i nostri cuori devono essere pervasi dalla gioia dell’ attesa, “ Rallegratevi sempre nel Signore; ve lo ripeto, rallegratevi!”, sono le parole di San Paolo.

Per sottolineare questa intonazione della gioia anche il colore liturgico oggi è diverso: rosa anziché il viola.

Qual è il fondamento di questo gioia? Il ritornello del salmo esprime nell’intimo questa gioia,

Vieni Signore a salvarci”. È una visione tutta segnata dalla gioia quella descritta dal profeta Isaia: “Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; si, canti con gioia e con giubilo…. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.” È una parola per tutti di ogni tempo e luogo.

Il Signore è il nostro Salvatore, viene a salvarci, i deserti aridi della nostra vita ricevono un germe di speranza da far fruttificare, da far fiorire, una trasformazione possibile perché il Signore viene e manifesta la sua gloria.

Gioia perché l’umanità ha trovato il suo punto di riferimento, colui che salva, che spezza i legami con il peccato, ci redime, è bello guardare al futuro, sperare, perché c’è un Salvatore, non siamo più soli e smarriti, ma guidati da Cristo.

Nell’esperienza quotidiana la gioia piena è esperienza limitata e fugace e proprio per questo preziosa che lasca un segno nella nostra vita, è la gioia del perdono, di un sorriso, di un abbraccio, di incontrare una persona che non vedi da tempo, è la gioia di dare al mondo un bambino, di gioire per la vittoria , e con l’eternità la gioia è garanzia della felicità piena e duratura.

San Tommaso affermava come la grazia è una anticipazione della gloria in questa vita. Nella misura in cui viviamo la gioia che deriva dalla grazia, pregustiamo già in una certa maniera la gioia eterna dell’eternità.

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attendere un altro? Chiedono i discepoli di Giovanni, e noi possiamo domandarci: è da Gesù che attendiamo la vera gioia? Oppure ci accontentiamo di gioie passeggere, che non lasciano niente dentro di noi?

Dio della gioia, che fai fiorire il deserto, sostieni con la forza creatrice del tuo amore il nostro cammino sulla via santa preparata dai profeti, perché, maturando nella fede, testimoniamo con la vita la carità di Cristo”. 

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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