L’opinione sportiva di Stefano Villa.L’ARSENAL DEGLI INVINCIBILI, UN PROGETTO AVVENIRISTICO

L’inizio di stagione straordinario dell’Arsenal è l’occasione giusta per parlare dei Gunners 2003/04 che sono rimasti nell’immaginario di tutti come un team irripetibile.

Quando si pensa a una squadra che ha segnato la storia del calcio inglese agli inizi del nuovo millennio la mente non può che finire all’Arsenal di Arsene Wenger, principalmente a quel gruppo di campioni che nel 2003/04 riuscì a vincere la Premier League senza perdere una sola partita. Un’impresa straordinaria.

Analizzando nel dettaglio i protagonisti di quel 4-4-2 notiamo che non manca nulla.
I riflessi felini di Jens Lehmann, la forza fisica di Sol Campbell, Kolo Toure e Patrick Vieira, la corsa degli instancabili Lauren e Ashley Cole, il metronomo suonato sapientemente dall’equilibratore brasiliano Gilberto Silva, il cambio di passo sulle fasce di Robert Pires e Fredrik Ljungberg, l’eleganza tecnica e i gol di Dennis Bergkamp e Thierry Henry, quest’ultimo autore di trenta reti nella stagione più prolifica della sua carriera.
Senza dimenticare le alternative come Keown, Cygan, Aliadière, Kanu e Wiltord, veri e propri rincalzi di lusso.

Un mix di qualità gestito nel migliore dei modi da Wenger, il terzo tecnico straniero ad allenare in Inghilterra e il primo a vincere la Premier aprendo la strada a tanti colleghi nati fuori dai confini britannici che riusciranno ad alzare il titolo, molto spesso italiani (Ancelotti, Mancini, Ranieri, Conte), senza dimenticare gli eterni rivali Jose Mourinho e Pep Guardiola.

Ma torniamo, almeno idealmente, all’Highbury, uno stadio che profuma di storia del calcio e che fu il teatro di una stagione impossibile da dimenticare per i tifosi dei Gunners e per gli amanti del calcio in ogni sua forma.
Quello che andò in scena tra il 16 agosto 2003 e il 15 maggio 2004 fu un cammino inarrestabile, un rullo compressore che non conosceva ostacoli. 38 partite, 26 vittorie e 12 pareggi, Premier League messa in bacheca con quattro turni d’anticipo.
Per trovare un’impresa simile nella storia del football anglosassone bisogna andare indietro di oltre un secolo quando il Preston North End chiuse il campionato 1899 (composto però da 22 partite) imbattuto. Certamente un altro calcio.

In quella squadra militavano campioni affermati come i giocatori citati precedentemente, oltre a future stelle del panorama calcistico come il giovanissimo Cesc Fabregas e il compianto Jose Antonio Reyes, scomparso nel 2019 in un incidente stradale.
Nella rosa dei Gunners 2003/04 troviamo anche tanta “Italia” passata e futura: Lehmann, Henry, Kanu, Bergkamp e lo stesso Fabregas hanno avuto esperienze nel nostro campionato con alterne fortune.

In pochi ricordano che la striscia di imbattibilità in Premier League dell’Arsenal non si fermò a quel campionato leggendario.
L’inizio della stagione 2004/05 fu ugualmente vincente, almeno fino al 24 ottobre quando il Manchester United sconfisse 2-0 i Gunners con le reti di Van Nistelrooy e Rooney chiudendo a quota 49 quella striscia irripetibile.

Una piccola vendetta per Sir Alex Ferguson ai danni del mai sopportato Wenger, ma dopo una stagione del genere il tecnico francese poté sorridere ugualmente: aveva creato una delle squadre più amate e ricordate della storia.

Stefano Villa-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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