#storiaeturismoIl Viaggio di Vida Vialardi a Modica .

Borgo situato in provincia di Ragusa; grazie alle sue splendide opere tardo barocche fa parte dei
Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO dal 2002: sorge sulla confluenza tra due fiumi a carattere torrentizio.
Città di origini neolitiche, fu capitale della omonima Contea fino al 1816, capoluogo di uno stato feudale tenuto da famiglie con grande influenza politica: Chiaramonte, Cobrera e Henriquez –
Cabrera; divenne progressivamente un importante nucleo che la posero tra le principali città dell’Isola.
Dal XV secolo al IX secolo Modica fu la quarta città sicula più abitata. Tra il XV e il XVIII secolo il borgo visse un intenso rapporto economico col territorio migliorando le sue difese, ma purtroppo quando perse il titolo di Contea, iniziò un periodo di decadenza,ridimensionandola al ruolo agricolo e commerciale.
Dopo il periodo neolitico, di cui ancora oggi possiamo ammirare alcuni reperti archeologici, passò in mano ai Greci, poi ai Romani : Cicerone citò nelle sue orazioni Modica come “ città decumana” che sottolineò l’importanza dal punto di vista della produzione agricola; l’occupazione romana ci regala
preziosi reperti, epigrafi, tombe e santuari rupestri.
Secondo una leggenda fu l’eroe Ercole ( in latino Hercules, in greco Eracle) il fondatore della città di Modica e fu anche il primo mortale a diventare una divinità. Nei sarcofagi romani spesso vengono infatti raffigurate “ Le dodici fatiche di Ercole “ esempio delle prove che deve affrontare il defunto
per raggiungere l’ immortalità.
Nel IX secolo il borgo subì l’invasione bizantina e poi quella araba che introdusse nuove tecniche per
sfruttare le risorse del territorio.
La conquista normanna modificò la città con la costruzione di feudi e l’istituzione della Contea nel 1099 con Ruggero I che fu nominato Re di Sicilia. Modica divenne poi proprietà dei Chiaramonte, i
Conti di Modica per circa un secolo. Il borgo passò in mano poi alla Spagna, sotto la famiglia Cabrera dove la regione raggiunse il suo massimo splendore ed espansione.
Purtroppo il terremoto del 1693 colpì gravemente la Sicilia centrale tra cui Modica provocando numerosi danni e rovine. La ricostruzione della città avvenne sulle precedenti strutture e le Chiese danneggiate vennero edificate in stile barocco.
Il centro abitato è diviso in sei quartieri: da visitare la Cattedrale di San Giorgio, monumento simbolo del barocco siciliano: costruita nel XII secolo fu distrutta dal terremoto del 1693 e ripristinata agli inizi del 700; è ricca di numerose opere d’arte donate dai Conti di Modica. La splendida facciata
completata a metà 800 si staglia maestosa sull’ edilizia minore e gode di un magnifico scorcio panoramico.

Il quartiere di Santa Lucia è uno dei più antichi del borgo dalle vie pittoresche e ricche di spunti architettonici indimenticabili. La triangolare piazza Principe di Piemonte è uno dei punti panoramici più significativi del borgo.
La Chiesa del Carmine è tra i pochi monumenti sopravvissuti al terremoto, risale al XIII secolo e conserva sulla facciata un bellissimo rosone in stile gotico; annesso troviamo il Convento del
Carmine risalente a fine 300 che dava ospitalità ai frati Carmelitani; subì anch’esso danni a causa del terremoto e fu la prima Caserma dei Carabinieri. Il Teatro Garibaldi fu costruito tra il 1815 e il 1820 ed il primo teatro del luogo. Venne dedicato a Garibaldi dopo l’Unità d’Italia: la facciata in stile neoclassico è a due piani sormontati da una balaustra, questo teatro venne inaugurato nel 1857 con l’opera “ La Traviata “ di Giuseppe Verdi.
In cima a una rupe su un promontorio roccioso si può ammirare ciò che resta del Castello della Contea di Modica e sui resti del post-terremoto una Torre medioevale dove si innalza la torretta
dell’orologio; merita una visita particolare anche la Casa Ispica che raccoglie numerosi reperti archeologici di diverse epoche.
Modica è la città natale di un importantissimo porta italiano: Salvatore Quasimodo vincitore nel 1959 del Premio Nobel per la letteratura; le sue opere più note sono “ Ed è subito sera” , “ La vita
no è sogni” ; doveroso visitare la sua casa natale.
Dolce tipico di questo borgo è il cioccolato che si ottiene con una particolare lavorazione a freddo
del cioccolato con ricetta segreta. Nel 2018 questo dolce squisito ha ottenuto il riconoscimento IGP ( Indicazione Geografica Protetta). Secondo alcune fonti questa prelibatezza risale al periodo dell’occupazione spagnola della Sicilia del XVI secolo e fu poi introdotto nella Contea di Modica che in quel periodo era il più importante e potente feudo. Questa lavorazione è molto complicata , ma il 50% è di cioccolato; vengono poi aggiunte varie tipi di spezie: pistacchio, peperoncino, scorza di
limone o arancia e altri gustosi ingredienti. Questo prodotto è sia friabile sia granuloso, e non contiene grassi vegetali, latte e lecitina di soia. La città promuove ogni anno diverse manifestazioni per far conoscere questo sua prelibatezza che e è già conosciuta in tutto il mondo.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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