L’opinione sportiva: IL BENFICA ANCORA SOTTO SCACCO DI BELA GUTTMANN…

Il club lusitano è stato uno dei più vincenti della prima metà del Novecento, ma dal 1962 il vuoto a livello europeo per “colpa” di una maledizione

Per introdurre l’argomento dell’opinione sportiva odierna dobbiamo fare un viaggio nel tempo e tornare al 7 maggio 1962, più precisamente a Lisbona.
L’allenatore del Benfica, il leggendario ungherese Bela Guttmann, si presenta in sede per ridiscutere il suo contratto. Non dovrebbero esserci problemi se consideriamo che il Benfica ha appena conquistato la sua seconda Coppa dei Campioni e può contare sul giovane Eusebio, lanciato in prima squadra proprio da Guttmann.

Il tecnico magiaro chiede alla dirigenza un aumento del suo onorario e il riconoscimento di un premio per il successo appena ottenuto, ma la risposta del club è un secco e perentorio no. Gli animi si scaldano e dopo una mezz’ora di fuoco Guttmann sta per uscire dalla riunione, prima però pronuncia questa frase rivolgendosi ai suoi interlocutori: “Senza di me il Benfica non vincerà più la Coppa dei Campioni”, una vera e propria maledizione che non smuove i sentimenti dei dirigenti ma che si rivelerà fatale.

Il tecnico saluta il Portogallo per intraprendere l’ennesima avventura della sua carriera in Uruguay al Penarol, mentre per il Benfica inizia un calvario sportivo che porterà il club lusitano a giocare altre otto finali europee (cinque di Coppa dei Campioni e tre di Coppa UEFA/Europa League) concluse con altrettante sconfitte. Ad ogni KO la previsione nefasta di Guttmann terrorizza sempre più i tifosi portoghesi che sperano, un giorno, di poter rivivere i fasti di grandezza di un tempo.

Con il senno di poi sarebbe stato meglio accontentare economicamente il tecnico magiaro per non diventare prigionieri di un sortilegio che non sembra voler finire.

Stefano Villa – reporter cooperator