Sabato 12 settembre alla biblioteca civica di Biella nell’ ambito di “#fuoriluogo” c’è stato l’ incontro dal titolo “Iran. Un paese in bilico tra guerra, repressione e cambiamenti sociali”; protagoniste sono state le giornaliste Gabriella Colarusso e Tatiana Boutourline, mentre a moderare è stata la giornalista Marta Allevato.
Alcune delle cose più interessanti che sono state dette sono: la guerra in Iran nei media sta avendo più spazio di quella in Ucraina; in Iran non c’è acqua e l’ aria è irrespirabile; l’ Iran dal 2009 è molto cambiato, in quell’ anno ci fu una rivolta repressa, ma le potenze la ignorarono perché erano troppo interessate a cercare un accordo sul nucleare; il persiano è una lingua metaforica nella quale è molto presente il mito; gli iraniani non hanno mai potuto dire in maniera diretta quello che pensavano, ma hanno dovuto usare stratagemmi (ad esempio, per intendere “no” dovevano dire tre volte “sì”).
Una domanda che tutti si fanno è quanto durerà il regime iraniano, quando finirà.
La guerra ha sottoposto la Repubblica Islamica a uno “stress test”.
In un certo senso, quello iraniano è un governo “di minoranza”.
È stato anche fatto notare che nel giro di un anno l’Iran è stato aggredito due volte dagli Stati Uniti d’America.
Le elezioni presidenziali iraniane sono in realtà delle “selezioni” dei candidati.
L’ unica cosa certa dell’ Iran è purtroppo la repressione e la paura che da essa deriva.
In Iran non c’è più la classe media, al suo posto ci sono i nuovi poveri.
Alcuni anni fa in Iran avevano pensato di istituire un “Ministero della Felicità”!
L’ affluenza del pubblico è stata molto cospicua.
Michel Camillo
Fuoriluogo presenta “Iran. Un paese in bilico tra guerra, repressione e cambiamenti sociali”
