L’opinione sportiva: LA DURA VITA DEI TENNISTI OLTRE LA TOP 100 

Tutti pensano ai guadagni di Sinner, Alcaraz e Djokovic, ma non è così per tutti.

L’opinione sportiva di oggi parte da un articolo pubblicato su La Gazzetta dello Sport qualche mese fa riguardante i guadagni dei tennisti oltre la posizione 100 del ranking ATP.

Stefano Travaglia, tennista ascolano che nel 2021 ha sfidato Jannik Sinner nella finale del torneo 250 di Melbourne per poi raggiungere il 60° posto della classifica mondiale, ha raccontato le spese che deve sostenere annualmente un tennista per poter pagare lo staff, le trasferte e gli hotel.

Queste le sue parole ai colleghi della Gazzetta: “Chi pensa che i tennisti facciano la bella vita, tra ricchi premi e sponsor remunerativi, è fuori strada. Questo avviene per i top player. L’attività professionistica è variegata: entro i 100 guadagni bene, ma se stazioni attorno alla 200ª posizione non ti resta praticamente nulla alla fine dell’anno. Anche perché questo è uno sport così complesso da richiedere alti standard di gestione e preparazione, e quindi alte spese. Tutte a carico dell’atleta, massimamente responsabilizzato a differenza dei colleghi delle discipline a squadre. A fine anno mi restano poco meno di 30mila euro. Qualcuno potrebbe chiedermi: ‘Ma chi te lo fa fare?’. La risposta è semplice: la passione per questo sport e il sostegno di persone che credono in me e mi spronano ogni giorno”.

Parole che invitano a riflettere. Si pensa che chi pratica questo sport a livello professionistico viva una vita agiata e ricca, ma questo vale solamente per chi raggiunge una classifica ATP di alto livello.

Alcuni potrebbero pensare che 30mila euro all’anno siano comunque una somma ragguardevole, ma bisogna considerare che la carriera di uno sportivo professionista è breve e al termine deve trovare una nuova collocazione, nel mondo dello sport o al di fuori, per potersi mantenere.

La storia che Stefano Travaglia ha raccontato a La Gazzetta dello Sport è molto simile a quella di molti suoi colleghi e ci fa capire che, molto più spesso di quanto si pensi, la passione per lo sport è più importante del denaro che si ottiene praticandolo.

Stefano Villa – reporter cooperator

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