Ritratti Sportivi: KARL MALONE, IL POSTIN

Un’assoluta leggenda della NBA con un solo obiettivo mai raggiunto: il titolo. Ecco la storia di Karl Malone.

Fisicità e potenza utilizzata per dominare il pitturato. Sarebbe riduttivo ridurre a questo la carriera NBA di Karl Malone, uno di quei personaggi che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del gioco.

Soprannominato il postino per la sua incredibile capacità di segnare punti in modo costante e affidabile, proprio come un postino che consegna regolarmente, la carriera di Malone si è sviluppata quasi interamente a Salt Lake City con la maglia degli Utah Jazz (1985-2003) con cui ha vinto due MVP della Regular Season guidando i Jazz insieme al leggendario John Stockton alle finali NBA nel 1997 e 1998 dove solo i Chicago Bulls di Michael Jordan gli impedirono di vincere l’anello.

Dopo il ritiro di Stockton Malone lascia Utah per approdare ai Los Angeles Lakers di Kobe Bryant, Shaquille O’Neal e Gary Payton. L’obiettivo è chiaro: conquistare quel titolo che gli è sempre sfuggito entrando a far parte di un super team come quello gialloviola. Arriva a giocarsi la finale contro i Detroit Pistons, ma sul più bello è la franchigia del Michigan a conquistare il Larry O’Brien Trophy.

Dopo quella stagione Karl Malone annuncia il ritiro a quarant’anni compiuti. Un giocatore estremamente completo e integro fisicamente (ha saltato appena sessanta partite in oltre diciotto anni di carriera) che ha saputo mantenere alto il livello di forma fisica grazie a un lavoro costante in palestra.

Nel 2010 entra nella Hall of Fame e successivamente gli Utah Jazz ritirano la sua numero #32, riconoscimenti doverosi se pensiamo che solo LeBron James e Kareem Abdul-Jabbar hanno segnato più punti di lui in carriera.

Tanto basta per fare di Karl Malone uno dei migliori giocatori di sempre della National Basketball Association.

Stefano Villa – reporter cooperator

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