Ritratti Sportivi: MARIO KEMPES, IL MATADOR CHE FECE SOGNARE UN PAESE INTERO

Un campione assoluto che ha fatto godere l’Argentina intera. Ecco la storia di Mario Kempes.

Ci sono calciatori che vincono trofei e poi ci sono quelli che diventano simboli. Mario Alberto Kempes appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Per l’Argentina non è stato soltanto un grande attaccante, ma il volto, il cuore e l’anima di un Mondiale che cambiò per sempre la storia del calcio albiceleste.
Estate 1978. L’Argentina ospita la Coppa del Mondo in un clima carico di tensione e incertezza. Il paese è attraversato da profondi problemi politici e sociali, ma quando la Nazionale scende in campo tutto sembra fermarsi. Gli occhi di un popolo intero si posano su un uomo solo: Mario Kempes. Capelli lunghi, sguardo fiero, potenza e tecnica fuori dal comune. È lui il leader silenzioso di quella squadra.

La finale contro l’Olanda è il suo capolavoro. Due gol pesantissimi, una prestazione leggendaria, una notte destinata a entrare nella storia. L’Argentina vince il suo primo Mondiale e Kempes diventa l’eroe nazionale, il Matador, soprannome che racconta perfettamente il suo modo di stare in campo: deciso, implacabile, letale sotto porta.
Dopo il trionfo mondiale, Kempes consolida la sua fama anche in Europa.

In Spagna con la maglia del Valencia scrive pagine indimenticabili di calcio, diventando uno degli attaccanti più rispettati del continente. Le sue prestazioni attirano l’interesse dei grandi club e il suo nome viene accostato alle squadre più prestigiose, simbolo di un talento riconosciuto a livello internazionale.

Chiusa la carriera da calciatore, Kempes non riesce a separarsi dal calcio. Nel 2001 decide di intraprendere l’avventura da allenatore e approda in Italia, al Fiorenzuola. È una sfida nuova, affascinante, ma segnata da difficoltà fuori dal campo: dopo il ritiro estivo, le trattative per l’acquisto del club da parte di Alessandro Aleotti, l’uomo che aveva voluto Kempes in Italia, non vanno a buon fine.

L’esperienza si interrompe prima del previsto, ma Kempes non è uomo da arrendersi. Nel dicembre dello stesso anno accetta la panchina del Casarano, in Serie D. Anche questa avventura, però, si rivela breve: solo quattro partite, il tempo sufficiente per capire che forse il destino gli riserva altre strade. Lascia l’Italia e torna in Spagna, dove guida il San Fernando in Serie B, ultima tappa della sua carriera da tecnico.

Mario Kempes resta una leggenda senza tempo. Un campione che ha fatto sognare milioni di persone, un uomo che ha trasformato il calcio in emozione pura. Perché alcuni giocatori vincono partite, altri vincono coppe. Lui, invece, ha vinto un paese intero.

Stefano Villa – reporter cooperator

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