L’opinione sportiva: FREDY GUARIN E LA VOGLIA DI TORNARE A VIVERE

L’ex centrocampista colombiano, visto in Italia all’Inter, sta lottando per uscire dalla triste spirale dell’alcolismo.

La storia del calcio è ricca di giocatori che hanno dovuto fare i conti con la dipendenza da droga o alcol, una spirale nella quale è facile entrare ma assolutamente complesso uscirne. Negli scorsi mesi ha fatto scalpore la storia di Fredy Guarin, centrocampista colombiano che ha indossato le maglie di Porto e Inter tra le altre.

Un ragazzo che in campo faceva del dinamismo la sua arma migliore, ma che fuori dal rettangolo di gioco ha dovuto fare i conti con i demoni dell’alcolismo, una patologia che gli ha fatto perdere tutto: famiglia, soldi e fama.

Questo è un estratto di una sua scioccante intervista a Caracol Television di qualche mese fa: “Bevevo sempre a casa, in discoteca, al ristorante. Avevo già la mia famiglia e sapevo che stavo sbagliando, sia nel lavoro che nelle responsabilità familiari. Ho smarrito tutti gli obiettivi, calcistici e personali, sentivo di non avere limiti.
Sono stati momenti duri, sono arrivato a vivere dieci giorni completamente ubriaco, mi sono addormentato per la stanchezza e mi sono svegliato con una birra al mio fianco. Una notte ho bevuto settanta birre, è iniziato tutto mentre giocavo. Mi ubriacavo due giorni prima della partita e poi andavo in campo.
Sono arrivato a buttarmi dal balcone, abitavo al 17esimo piano in Brasile. Non mi sono accorto che c’era una rete che mi ha fatto rimbalzare indietro. Quando mi sono trasferito in Cina tutto è degenerato e in Brasile ho visto il baratro”.

Una parabola negativa che non conosce ceto sociale o tenore di vita, può colpire tutti senza dare troppi segnali.
La storia di Guarin, che sta lottando per uscire da questa dipendenza per tornare a vivere, deve essere da esempio per tutti: è facile cadere nella trappola, ma per uscirne serve tanta forza di volontà.

Stefano Villa – reporter cooperator

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