Un uomo che ha riscritto tutti i record di successi, un vincente nato: ecco la storia da tecnico di Carlo Ancelotti.
Cinque Champions League vinte con due squadre diverse: basterebbe questo dato per spiegare chi è Carlo Ancelotti, un uomo di calcio che ha vinto tanto prima in campo e poi in panchina. La filosofia calcistica di Ancelotti è stata influenzata da tre allenatori che ha avuto in carriera: Arrigo Sacchi, Nils Liedholm e Sven-Goran Eriksson, un master importante che gli ha permesso di diventare un modello di riferimento.
Dopo aver iniziato la carriera da tecnico nella Reggiana e aver fatto esperienza sulla panchina del Parma nel febbraio 1999 sostituisce Marcello Lippi alla Juventus, la sua prima grande panchina. In bianconero non raggiunge grandi risultati, ma quell’esperienza sarà fondamentale per i successi futuri del tecnico di Reggiolo che saranno numerosi e di grande prestigio.
Nel 2001 inizia l’avventura con il Milan, squadra con cui aveva vinto tutto quando percorreva chilometri e chilometri nel centrocampo rossonero sotto la guida di grandi tecnici come Arrigo Sacchi e Fabio Capello all’inizio dell’epopea del presidentissimo Silvio Berlusconi che lo rivuole con sé, questa volta come tecnico. Un amore che durerà otto stagioni costellate da successi a ripetizione a livello nazionale ed internazionale.
Nel 2003 arriva il primo grande trofeo: il Milan porta a casa la sesta Champions League della sua storia ai calci di rigore in una finale tutta italiana contro la Juventus di Marcello Lippi, nel frattempo tornato a sedere sulla panchina bianconera, all’Old Trafford di Manchester. La stagione successiva i rossoneri conquistano il Campionato sempre ai danni della Juventus giocando un calcio semplice basato sul modulo che ha reso famoso Ancelotti, ovvero quello con quattro difensori, tre centrocampisti, due trequartisti e una punta, modulo da tutti conosciuto come “Albero di Natale” che non è mai del tutto piaciuto al presidente Berlusconi, da sempre votato a un calco più offensivo, ma dall’efficacia comprovata.
Il 2005 verrà ricordato per la Finale di Champions League persa ad Istanbul contro il Liverpool dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio 3-0 con le reti di Maldini e due volte Crespo: un piccolo neo in una carriera eccezionale vendicato due anni dopo quando una doppietta di Pippo Inzaghi regalò la settima e per ora ultima Coppa Campioni al Milan e la seconda della carriera da allenatore Ancelotti battendo ancora una volta il Liverpool nella Finale di Atene.
Nel 2009/10 il tecnico di Reggiolo si trasferisce al Chelsea per cominciare una nuova stimolante avventura con i Blues dopo nove stagioni in rossonero. Il primo anno vince Community Shield, FA Cup e Premier League, ma viene eliminato agli ottavi di finale di Champions League dall’Inter di Josè Mourinho che poi centrerà il successo finale.
L’esperienza inglese non regala però gli stessi risultati ottenuti in rossonero ad Ancelotti che viene esonerato al termine della stagione successiva.
Nel 2011/12 è il Paris Saint Germain degli sceicchi ad affidargli la panchina a metà annata al posto di Antoine Kombouaré che viene sollevato dall’incarico nonostante sia primo in classifica con un club non ancora forte come quello attuale. Il team parigino conclude il campionato al secondo posto. La stagione successiva il mercato porta a Parigi Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva che daranno una spinta decisiva per la conquista del campionato francese: un’altra tacca sul fucile del tecnico emiliano.
A fine stagione Josè Mourinho lascia libera la panchina del Real Madrid di Florentino Perez che punta tutte le fiches su Ancelotti al quale viene posto un obiettivo preciso: conquistare la decima Coppa Campioni diventata una vera e propria ossessione per le Merengues. In campionato il Real Madrid veleggia nelle prime posizioni per tutto l’anno ma alla fine arriva terzo dietro ad Atletico Madrid e Barcellona. In Champions League il cammino dei Blancos è impeccabile e si conclude con la vittoria finale nel derby contro l’Atletico Madrid 4-1 dopo i tempi supplementari raggiunti da Casillas e compagni all’ultimo minuto dei tempi regolamentari con un gol di Sergio Ramos. È fatta, la Decima è conquistata!
La stagione 2014/2015 si apre con la vittoria della Supercoppa Europea conquistata battendo 2-0 il Siviglia grazie ad una doppietta di Cristiano Ronaldo e a dicembre arriva il Mondiale per Club. Successo che vanno ad aggiungersi a tutti gli altri trofei conquistati in quindici anni di carriera ad altissimi livelli da Carlo Ancelotti e sicuramente ne arriveranno tanti altri per questo tecnico che ha scritto un intero capitolo della storia recente del calcio mondiale, un Signore della panchina che non conosce ostacoli nella sua rincorsa verso la storia.
La successiva esperienza sulla panchina del Bayern Monaco gli consente di vincere il campionato tedesco e due Supercoppe di Germania prima di tornare in Italia in una piazza storicamente difficile come quella di Napoli. Due anni che non regalano emozioni particolari prima dell’esonero per incomprensioni con De Laurentiis, un vero peccato non esser riuscito a vincere qualcosa con i partenopei.
Torna in Inghilterra per guidare l’Everton, ma non riesce a incidere in un biennio comunque positivo per la squadra di Liverpool. Il meglio sembra essere ormai alle spalle per Ancelotti. Già, sembra…
Nell’estate del 2021 Florentino Perez lo rivuole a Madrid: impossibile rifiutare la chiamata dei Blancos. Torna al Bernabeu e vince la quarta e la quinta Champions League della sua carriera in panchina, alla quale aggiunge la Liga nel 2022. Un trofeo che non era riuscito a raggiungere nella sua prima esperienza madrilena e che gli consente di essere l’unico allenatore ad aver vinto il campionato in Italia, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna. Un record che nessuno potrà portargli via.
Ora l’esperienza alla guida del Brasile per provare a vincere il Mondiale con la Selecao, una ciliegina sulla torta di un vincente compulsivo che non “sa” fare altro che ottenere vittorie: Carlo Ancelotti è il vero signore della panchina.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: CARLO ANCELOTTI, IL SIGNORE DELLA PANCHINA
