Un giocatore di un’eleganza e una classe che non si era mai vista in Italia: Luisito Suarez è stato il cervello della Grande Inter di Helenio Herrera.
Luisito Suarez è stato il giocatore fondamentale per l’epopea della Grande Inter, l’ago della bilancia fortemente voluto dal “Mago” Helenio Herrera che fece spendere al presidente Massimo Moratti la cifra record per l’epoca di 250 milioni di lire, un investimento che permise al Barcellona, la squadra da cui l’Inter lo prelevò, di costruire un nuovo anello del Camp Nou, una spesa che però diede i suoi frutti. Ma partiamo dall’inizio.
Luis Suarez nasce a La Coruña il 2 maggio 1935 e fin da giovane mette in mostra tutte le sue grandi doti tecniche nella squadra della sua città, il Deportivo La Coruña, ma il Barcellona mette gli occhi su di lui e nel 1954 i Blaugrana lo portano al Camp Nou. Qui conosce Helenio Herrera, l’uomo che gli cambierà la carriera, che gli fece vincere due scudetti, due Coppe del Re e due Coppe delle Fiere in otto stagioni vincendo, tra l’altro, il Pallone d’Oro nel 1960.
Nell’estate del 1961 ecco il passaggio all’Inter dove il novello Pablo Picasso comincia a disegnare calcio sui campi italiani e in nove stagioni di permanenza in nerazzurro vince tutto: tre scudetti, due Coppe Campioni e due Coppe Intercontinentali, portando, insieme a gente come Corso, Facchetti, Jair, Mazzola e Picchi, la squadra nerazzurra in cima al mondo. Suarez guida i compagni dall’alto della sua esperienza internazionale, e anche in Nazionale arrivano i successi. Il regista conquista l’Europeo del 1964 con la sua Spagna, l’unico successo ottenuto dalla Roja fino al periodo magico del duo Aragones-Del Bosque degli ultimi anni.
Nel 1970 Ivanoe Fraizzoli, che nel frattempo ha rilevato la società da Angelo Moratti, decide che i senatori sono sul viale del tramonto e così Suarez viene ceduto alla Sampdoria dove lo spagnolo regala ancora tre stagioni ad alto livello prima di annunciare il ritiro. Nel 1974 inizia la carriera da allenatore che lo porterà a sedersi sulle panchine di Genoa, Como, Cagliari, SPAL, Deportivo e, in ben tre differenti riprese, all’Inter, ma senza ottenere il successo che invece ne ha contraddistinto la carriera sul rettangolo di gioco.
Un peccato, ma forse gli sarebbe servito avere un Luisito Suarez in mezzo al campo a distribuire assist e smistare gioco.
Il 9 luglio 2023 all’età di 88 anni si spegne un genio del mondo del football che risponde al nome di Luis Suarez Miramontes, un giocatore che disegnava gioco in mezzo al campo, proprio come Pablo Picasso sulla tela.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: LUIS SUAREZ, IL PABLO PICASSO DELLA GRANDE INTER
