LA GIORNALISTA MARA MARTELLOTTA PER CONTG.NEWS SI TROVA AD ASTI

Asti è tra le città piemontesi più note e non solo per il celebre Palio, rivisitazione storica che si tiene ogni anno tra le strade del centro. Asti è conosciuta per la sua architettura medievale, per le sue imponenti torri e per essere la patria dello Spumante e del pregiato vino barbera e per la sua ricca e variegata proposta gastronomica. Una visita approfondita meriterebbe un week-end.
Un edificio che non si può perdere in una visita ad Asti è sicuramente Palazzo Alfieri, in stile barocco, che passò alla famiglia Alfieri verso la fine del 1600 e dove visse il poeta Vittorio Alfieri. È stato ristrutturato agli inizi del Novecento per diventare un museo oggi visitabile.
Dai giardini alle stanze della villa si può ripercorrere la vita del famoso drammaturgo. Il palazzo presenta una facciata imponente e nell’atrio centrale si trova uno scalone che conduce ai piani nobili, comprendente gli alloggi e la camera natale di Vittorio Alfieri. Riaperto nel 2016, dopo una ventennale chiusura, si può ammirare in tutta la sua bellezza ed è consigliata una visita guidata. Sono presenti arredi originali, incisioni, litografie, costumi e documenti teatrali delle opere dell’artista, come vari dipinti famosi tra cui il “Ritratto della contessa d’Albany”, copia di Edouard Marsal dell’originale di Fabre del 1796, esposto al Salon di Parigi del 1827.
Il palazzo si trova in corso Vittorio Alfieri 375.
Un altro edificio in stile barocco è palazzo Mazzetti, attualmente sede della pinacoteca di Asti e del suo Museo civico.
Situato nel cuore della città dal 2001, è di proprietà della fondazione Cassa di Risparmio di Asti e, dopo diversi anni di restauri, è stato riaperto al pubblico nel 2011. All’interno si può visitare il piano delle cantine, l’esposizione archeologica permanente “Souvenir m’en doit”, il piano nobile e il secondo piano, dove si trova la Pinacoteca.
Al suo interno trovano posto collezioni di monete antiche, dipinti storici, tessuti antichi e opere di diverse epoche.
In corso Alfieri sorge palazzo Ottolenghi, uno dei più bei palazzi storici della città e che costituisce un fascino antico. L’intero complesso architettonico è vincolato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per il Turismo.
Acquistato nel 1851 dal Conte Zaccaria David Ottolenghi fu venduto alla sua morte al Comune di Asti e da allora è divenuto sede di numerosi enti e associazioni locali. Attualmente ospita il museo del Risorgimento, oltre ad opere storiche e dipinti. Si trova in corso Vittorio Alfieri 350.
Un’altra ricchezza storica di Asti è nella torre Troyana o “torre dell’orologio”, la torre più antica della città e la meglio conservata del Piemonte. La sua struttura intatta ripara, con una merlata a coda di rondine ed un pinnacoli, l’orologio. Torre del Comentini, torre de Regibus e Rossa di San Secondo sono le altre torri da vedere, ma la più alta è quella del campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta.
Il battistero di San Pietro si trova appena fuori rispetto al centro storico ed è con la rotonda uno dei monumenti astigiani più importanti. Il chiostro è parte dell’edificio ospitarono i cavalieri di san Giovanni a Gerusalemme.
Merita una visita anche il museo paleontologico, in origine un monastero risalente alla seconda metà del XVI secolo. Noto per essere il museo dei fossili con un allestimento che descrive i più importanti eventi geopaleontologici degli ultimi 25 milioni di anni. Il museo pone l’attenzione sui molluschi che caratterizzavano gli ambienti passati, i cui reperti sono resti scheletrici fossili di cetacei astigiani e delfini. Un tempo, infatti, la pianura padana era occupata dal mare. Il museo è ospitato al palazzo del Michelerio, in corso Alfieri 381.
Non si può visitare Asti senza entrare nel suo Duomo, che è conosciuto anche come la cattedrale di Santa Maria Assunta, il principale luogo di culto cattolico della città, cattedrale dell’omonima diocesi. Con ottantadue metri di lunghezza e ventiquattro di altezza, è una delle più grandi chiese del Piemonte, massima espressione dell’architettura gotica e, in particolar modo, del gotico lombardo, apprezzabile nel nord dell’Italia. La tradizione vuole che la costruzione della cattedrale nasca dalla necessità di spostare all’interno del recinto murario di Asti la chiesa episcopale, sia per motivi di capienza sia di origine protettiva, essendo la primitiva chiesa di San Secondo sorta sulla cripta del martire, fuori dalle mura. La prima costruzione risale al V/VI Secolo; la nuova cattedrale, in seguito a un incendio che distrusse la precedente, venne consacrata da Papa Urbano II, di passaggio a Asti per predicare la prima Crociata. Secondo gli eruditi, la costruzione della chiesa originariamente era in stile romanico-lombardo, poi, poco per volta, venne ricostruita tutta la chiesa con un progetto imponente e si ricavò una cattedrale a tre navate in stile gotico lineare, che ricordava lo stile Luigi XIV di Francia, con predominio della linea verticale con archi a sesto acuto, fortemente influenzato dalle esperienze architettoniche angioine del sud della Francia. Tra il primo e il secondo decennio del Trecento la cattedrale si arricchì di un magnifico portale in gotico fiorito, e l’opera fu ritenuta del tardo XV Secolo. La cattedrale vide arretrato e ampliato il coro con le due absidi laterali e tre nuove arcate di volta. Nel nuovo presbiterio fu collocato il nuovo e grandioso altare centrale.
La ricchezza storica della città piemontese non si limita alla città di superficie. Sottoterra, tra cripte e reperti archeologici, è possibile fare un viaggio a ritroso di oltre Duemila anni.
Asti, città piemontese nota per lo spumante e per il vino, il barbera d’Asti è uno dei più apprezzati, ma anche per il Palio, fra i più antichi d’Italia, dove i cavalli vengono cavalcati a pelo, senza sella, è anche un centro nevralgico per i commerci durante il basso Medioevo.
Il Comune di Asti vanta una storia millenaria risalente ai tempi della Roma Repubblicana. Le fonti parlano di un insediamento denominato Hasta già nel 200 a.C.. Del periodo romano si ha poca traccia in superficie, in seguito alle espansioni in epoca medievale, che hanno sovrastato l’iniziale base della città. Dove, invece, sono rimasti gli elementi romani è sottoterra.
Non tutti sanno che esiste un’Asti sotterranea che racchiude gli albori del comune piemontese e liberamente visibile. Questa parte ipogea è stata scoperta di recente, intorno agli anni duemila, durante i lavori sotto la cattedrale di Santa Maria Assunta per la realizzazione di un museo che si vedrà più avanti.
Sotto la basilica di San Giovanni, vicino alla cattedrale di Santa Maria Assunta, la cripta è stata realizzata nel VII secolo quando il culto di San Giovanni era più diffuso ad Asti rispetto a quello di Santa Maria. Entrando nel luogo sacro colpisce la statua dedicata al santo, scolpita in un blocco di arenaria del 1400. La scultura è stata restaurata una decina di anni fa ad eccezione della testa, finita dispersa, e la restante parte è ricca di dettagli riportati in vita.
Quattro colonne in stile corinzio compongono la cripta, di queste quattro tre hanno ancora i capitelli in buone condizioni e uno conserva ancora il color rosso dell’originario. Le altre tre sono in granito. Una particolarità dei capitelli è legata alla differente epoca nella quale sono stati realizzati. Una è datata VII secolo, mentre le altre due sono datate all’età della Roma imperiale, il fiore della vita, simbolo di energia positiva, e la croce cosmica, legato alla protezione della persona.
La cripta di Sant’Anastasio è il sito storico più affascinante di Asti, in cui è possibile vedere i resti di oltre duemila anni di storia. Le pavimentazioni risalgono al foro presente ai tempi della Roma Repubblicana, mentre le tombe rinvenute sono state datate intorno al 700 d.C..
La zona del foro si è poi trasformata in una chiesa dedicata a Sant’Anastasio, della quale è possibile ammirare una parte delle mura.
La stessa chiesa faceva parte di un importante monastero femminile all’inizio del tardo Medioevo, che era trai più grandi della provincia. Intorno al Seicento l’edificio subì un nuovo intervento di restauro, dove venne quasi del tutto demolito, perdendo alcuni degli elementi romani in favore di uno stile barocco.
La struttura venne donata al Comune di Asti in epoca napoleonica da una famiglia di conti, mentre nel 1907 partirono i lavori per trasformare l’edificio in un liceo.
Adiacente alla cripta è stato allestito un museo dove è conservata una collezione di capitelli ottimamente conservati, ritrovati nel corso degli scavi. Attraverso questi ritrovamenti è stato possibile ripercorrere le varie fasi e versioni della chiesa di Sant’Anastasio. In una sala del museo si possono ammirare reperti in pietra degli stemmi delle famiglie nobiliari di Asti, mentre sono presenti numerosi elementi funebri, non solo romani, ma anche medievali e rinascimentali.
Sia la cripta di Sant’Anastasio sia il relativo museo sono visitabili attraverso l’acquisto dello Smarticket Asti Musei, biglietto unico per visitare i musei cittadini, in vendita a Palazzo Mazzetti, in Corso Alfieri 357.
Il viaggio nel sottosuolo di Asti termina con la visita alla cripta di San Secondo, la più importante a livello simbolico in quanto dedicata al Santo Patrono della città piemontese. Per accedervi bisogna scendere le scale a lato dell’abside all’interno della collegiata di San Secondo, che sorge appunto sulla cripta del santo, la quale, si ipotizza, sia stata costruita nella prima metà del VII secolo, anno del martirio di San Secondo. L’edificio esterno fu costruito in un tempo successivo per proteggere le reliquie dall’invasione dei saraceni. Tornando alla cripta, della parte più antica si conservano interamente solamente quattro colonnine con i rispettivi capitelli. L’ingresso è libero durante l’orario di apertura della Collegiata (8.30-18.30).

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