#sport: L’opinione sportiva di Stefano Villa: BARCELLONA-SAMPDORIA, LA MORTE DEL CALCIO ROMANTICO

La finale di Coppa dei Campioni del 1992 che ha visto protagonista la formazione blucerchiata ha segnato una svolta nella storia del calcio.

Il 20 maggio 1992 è una data importante nella storia del calcio mondiale.
A Wembley si gioca la finale di Coppa dei Campioni tra Barcellona e Sampdoria, una partita tirata decisa solamente ai tempi supplementari da un calcio di punizione di Rambo Koeman.
Un missile assolutamente imparabile per Pagliuca che ha spento i sogni dei ragazzi di Vujadin Boskov a un solo passo dalla gloria eterna.

Quella sfida è probabilmente l’ultima gara di un calcio che oggi non c’è più, dove i soldi lasciavano ancora spazio a qualcosa di più grande: l’amore e il rispetto per la maglia indossata.
Dalla stagione successiva la coppa ha cambiato format ampliando il numero delle partecipanti e dando vita alla moderna Champions League.

Una svolta che ha permesso a più squadre per nazione di partecipare alzando il livello qualitativo dello spettacolo offerto, ma ha tolto quel fascino romantico che aveva la Coppa dei Campioni dove solamente la squadra campione in carica aveva accesso alla massima competizione europea.

Favole come quelle della Sampdoria di Roberto Mancini e del compianto Gianluca Vialli o la doppia vittoria consecutiva del Nottingham Forest sono diventate sempre più rare negli ultimi trent’anni in un calcio dove il romanticismo ha lasciato spazio agli sceicchi che si sfidano a suon di petroldollari per aggiudicarsi il fuoriclasse di turno e provare a vincere la coppa dalle Grandi Orecchie.
Una via percorsa da tutti ormai da molto tempo che ha creato un circolo vizioso difficilmente sostenibile ancora a lungo.

Il cammino dell’Inter in questa stagione ha certamente qualcosa di romantico, ma vedere una squadra come la Sampdoria, ora alle prese con problemi che ne mettono in pericolo la stessa esistenza, in finale di Champions League rimane una chimera sempre più difficile da veder realizzata.

Da quel 20 maggio 1992 il calcio mondiale ha subito un cambiamento drastico, allontanandosi definitivamente da quello che è stato fino a quel momento e diventando un prodotto globale.
Tutto questo però ci ha tolto la possibilità di vedere una Cenerentola arrivare fino all’atto finale della manifestazione.

E questo manca terribilmente a chi ama il calcio di un tempo.

Stefano Villa-reporter cooperator

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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