#boomerlife. L’ALLUVIONE IN ROMAGNA E QUELLA DI FIRENZE del nostro Roberto Pareschi

In questi giorni sono accaduti due avvenimenti, l’uno opposto
all’altro. L’alluvione devastante che ha colpito la Romagna e che
ha messo in ginocchio la sua popolazione e la comparsa sulla
scena da protagonista della generazione Z.
Molti giovani, immagino non solo della zona ma anche di regione
limitrofe, sono intervenuti nelle ore immediatamente successive
all’esondazione dei fiumi in aiuto delle popolazioni colpite
dall’evento. Con badili e picconi, senza paura di sporcarsi, con
voglia di aiutare.
La generazione Z. Quella stessa generazione, i nostri giovani, che
molti, tra cui io, tacciano di superficialità, di insensibilità ai problemi
degli altri e di essere la generazione dell’apparenza. In un attimo
hanno dimenticato cellulari e social e si sono riversati nelle vie
delle città della Romagna
Questa bellissima immagine ha dimostrato ancora una volta come
sia facile lasciarsi influenzare dai luoghi comuni. Impantanarsi nelle
paludi dell’apparenza e del sentito dire. In quel caso la
generazione Z si è dimostrata composta da giovani validi e vogliosi
di mettersi alla prova. Giovani che in poche ore hanno conosciuto
la vera sofferenza e forse sono diventati uomini.
Lasciamo da parte poi il colpo di teatro della canzone simbolo della
Romagna, intonata tra il fango e i badili, davanti alle telecamere. E’
stato certamente un bel gesto che poi gli organi di informazione
hanno utilizzato per fare leva sui facili sentimenti e quindi per
aumentare gli indici di ascolto
Nel complesso si è trattato di uno splendido momento di solidarietà
umana.
Ma lasciatemi però fare un dovuto paragone.

Anno 1966. Alluvione di Firenze. Migliaia di giovani confluirono in
quella città per aiutare la popolazione e per mettere in sicurezza le
opere d’arte sommerse dal fango. Quei giovani erano il popolo degli
attuali boomer.
Forse questo parallelismo non è emerso a dovere in questi giorni.
Noi eravamo quei giovani silenziosi che si offrivano di malavoglia “
in bianco e nero “ alle telecamere e che parlavano a stento.
Discreti, concreti, scontrosi.
Due considerazioni per concludere.
I giovani sono la parte positiva della popolazione. Ogni giovane, in
ogni luogo del mondo e in ogni epoca è la nostra speranza.
La seconda considerazione è meno nobile.
Noi boomer probabilmente siamo molto stonati e non avremmo mai
potuto cantare in pubblico. Quindi nel confronto ci perdiamo.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: