ONNIVORI,VEGETARIANI E VEGANI . Una opinione per #vitadaboomer di Roberto Pareschi

Parliamo di cibo.
Mi sembra che all’interno della realtà in cui oggi viviamo sia
davvero difficile essere “normali” consumatori di cibo.
Ma ovviamente occorre capirci su cosa si intende per normalità.
Intanto non è assolutamente vero che essere onnivori vuol dire,
come taluni affermano orgogliosamente, assecondare l’istinto
naturale degli uomini e dunque essere “ normali “. Questo no. Ma
nemmeno, sia chiaro, vale il contrario. Chi non consuma carne non
può vantare alcuna superiorità etica su chi la consuma.
Se tentiamo di elencare tutte le diverse varianti di chi consuma cibo
rischiamo uno stato di stordimento ( e non vorrei essere nei panni di
quei poveri camerieri che raccolgono le ordinazioni o dei proprietari
di ristoranti che offrono servizi di ristorazione).
Dal punto di vista del cibo si può essere appunto onnivori. Oppure
vegetariani. O vegani. O magari crudisti. E questo potrebbe già
bastare. Poi esiste una corrente di pensiero che attraverso ognuna
di queste varianti : l’ossessione del cibo BIO.
So di rendermi impopolare ma io penso che questi modi alternativi
di consumare cibo spesso non sono altro che una moda e non
invece una sofferta decisione etica.
Ricordo al mio paese le risaie in cui si coltivava ( con tanto di
cartello ben visibile) riso di qualità BIO. Erano circondate da risaie
c.d. “ normali” i cui proprietari usavano diserbanti e quanto di più
lontano esisteva dal concetto di BIO.
Penso che tutti abbiano notato i cartelli con l’indicazione “ verdura
BIO” posti a presidio di coltivazioni che si estendono ai bordi di
trafficatissime autostrade.

Questo per dire che “essere talebani” su certe posizioni non è mai
una buona idea e che forse, come per molti altri aspetti sociali, noi
tutti siamo vittime di stili di vita imposti in maniera non onesta dalla
società dei consumi.
Forse sono influenzato dalla mia “bolla sociale” ma ho spesso
notato in chi mangia in modo alternativo atteggiamenti di superiorità
ed anche di intolleranza verso quelli che, in questa visione, sono i
diversi.
Probabilmente si tratta di una impressione ma in fondo questa
impressione si incastra benissimo nel comune sentire di questa
società, tutta rinchiusa in se stessa, incapace di comprendere le
ragioni degli altri, drogata da atteggiamento di superiorità.
Poi la conclusione su questo argomento è ovvia.
Ognuno mangi ciò che gli pare senza se e senza ma, avendo però
ben presente la qualità e la purezza del proprio cibo.

Roberto Pareschi-contg.news

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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