#vitadaboomer RISPETTO O L’OSSESSIONE PER GLI ANIMALI ? Il dilemma del nostro boomer Roberto Pareschi

Sono cosciente di stare per affrontare un argomento molto delicato
ma ancora una volta credo valga la pena di discuterne.
Partiamo dalla considerazione oggettiva che ai tempi nostri la
brutale aggressione del branco su alcuni ragazzini inermi oppure le
torture quotidiane ai migranti in Libia non fanno più notizia. Sono
divenuti una informazione priva di un qualsiasi risvolto emozionale.
Il giocatore di calcio che recentemente ha scacciato in malo modo
dal tavolo delle interviste un gatto è al contrario un caso pregno di
contenuti emozionali. Si tratta di una notizia enorme capace di
suscitare in schiere di uomini e donne indignazione, vicinanza al
gatto, sentimento di condanna del gesto dell’umano che tutti non
fanno fatica a considerare riprovevole e degno di disprezzo.
Fatte queste premesse permettetemi una considerazione.
Anche i boomer hanno avuto una nonna.
La nonna mi ha insegnato una verità che ancora oggi mi
accompagna : “ gli animali vanno rispettati ma sono animali”.
In questa perla di saggezza contadina c’é tutto quello che vorrei
dire.
Compleanni di cani , con tanto di cappellino sulla testa del povero
animale. Prodotti aberranti come il c.d. “canettone”. Pubblicità dove
il divo è un gatto di razza che prima rifiuta carne prelibata e poi , di
fronte a una prelibatezza di altra marca, si degna di assaggiare.
Tutte immagini vomitevoli e purtroppo adeguate a un certo tipo di
società.
Teniamo presente che l’esasperazione di un concetto non è mai
una cosa accettabile. E’ anzi il sintomo di una malattia. Umanizzare
un animale è una malattia. Spesso una malattia incurabile.

In altre parole rispetto per un animale non significa asservimento a
modelli decadenti di affetto ma dovrebbe invece spingere ad avere
nella giusta considerazione i bisogni primari di un qualsiasi animale
da compagnia.
Non dobbiamo dimenticarci che il nostro animale è appunto un
animale.
Se , come avviene oggigiorno, si ribaltano i ruoli e l’aggressione a
un uomo inerme è vista come inevitabile dinamica della vita mentre
al contrario una “spintarella” al gatto di casa è una “ carognata”,
allora è facile tirare le conclusioni del caso.
Signori, quello non è rispetto, è qualcos’altro.
Un qualcosa che un poco si avvicina ad una specie ancora
sconosciuta di malattia mentale.

Roberto Pareschi-contg.news

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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