L’opinione sportiva di Stefano Villa: LEWIS HAMILTON È AL CANTO DEL CIGNO?

Il 2022 è stato un anno complicato per il sette volte campione del mondo che all’alba delle 38 primavere è davanti a un bivio: proseguire per cercare il riscatto o ritirarsi?

Il 2022 di Lewis Hamilton è stato un anno complicato, il più difficile da quando corre in Formula Uno.
Problemi fisici (ricordiamo tutti i dolori alla schiena in Azerbaijan che lo hanno limitato nei movimenti per tutta la gara), una macchina non competitiva e alcuni errori di strategia hanno inciso sui risultati del britannico, ma c’è di più.

Oltre ai problemi delle Frecce d’Argento sembra che Hamilton abbia risentito psicologicamente del confronto diretto perso contro Max Verstappen ad Abu Dhabi nell’ultimo GP del 2021 che, viceversa, ha permesso all’olandese di liberarsi di un blocco mentale portandolo a dominare in questa stagione riconfermandosi campione con diverse gare d’anticipo.

Ultimo, ma non meno importante, l’arrivo in Mercedes di George Russell.
Un pilota diverso da quel Valtteri Bottas che negli anni in cui ha diviso il box con Hamilton è stato un damerino, alla stregua di un maggiordomo che portava punti importanti in ottica costruttori ma che non impensieriva Sua Maestà Lewis.
Russell no, in più di una gara ha reso difficile la vita al suo compagno di scuderia e più volte gli è arrivato davanti con la sua gioventù bramosa, la stessa che ha caratterizzato i primi anni della carriera del britannico.
Senza dimenticare che Mercedes ha ingaggiato un altro giovane affamato come Mick Schumacher in qualità di terzo pilota…

Il 2023 sarà un anno cruciale per Hamilton: tornare con la giusta fame per tentare l’assalto all’ottavo titolo mondiale o avviarsi all’ultimo giro di giostra nel Circus? Una domanda difficile con una risposta altrettanto complessa, ma l’animo del campione farà la differenza.
Anche perché Hamilton non può permettersi di lasciare lo sport che lo ha reso celebre in questo modo, senza lottare ai massimi livelli per conquistare altri record.

Per cui nel 2023 bisognerà ancora fare i conti con il vecchio leone britannico, questo è sicuro.

Stefano Villa-contg.news


Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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