L’opinione sportiva di Stefano Villa: LUIS ENRIQUE HA VINTO IL SUO MONDIALE 

L’ormai ex ct della Spagna non è riuscito a portare i suoi ragazzi oltre gli ottavi di finale ma ha saputo gestire la sconfitta con grande dignità, innovando a livello comunicativo. 

Il Mondiale per i ct può essere una vera e propria arma a doppio taglio, basta un dettaglio che va nella direzione sbagliata e il lavoro di anni va in fumo. 

Lo sa bene il commissario tecnico della nazionale spagnola Luis Enrique che dopo l’eliminazione arrivata ai calci di rigore contro il Marocco negli ottavi di finale di Qatar 2022 è finito nell’occhio del ciclone, arrivando a rassegnare le dimissioni. 

Stampa, tifosi, perfino alcuni membri della federazione spagnola hanno criticato le scelte dell’ex allenatore di Roma e Barcellona, invocando le  dimissioni arrivate nelle scorse ore: c’è chi sostiene che il tiki-taka proposto dalle Furie Rosse sia stato inconcludente e controproducente e chi addirittura non ha appoggiato la scelta di convocare 8 giocatori del Barça e solo 2 del Real Madrid Campione d’Europa (non tenendo conto che l’ossatura di Carlo Ancellotti è formata in prevalenza da giocatori non spagnoli). 

C’è poi chi ha mosso forti lamentele nei confronti delle dirette Twitch del ct spagnolo, considerate una possibile distrazione. 

Per chi scrive queste ultime sono state estremamente positive per condividere idee di calcio e di vita, qualcosa di particolare in un mondo non abituato a gesti di questo tipo.

Tutto questo tralasciando la cosa più importante: tutto il ricavato delle dirette andrà in beneficenza alla Fundacion Villavecchia, ente che aiuta i bambini malati di cancro. 

Un tema che non può non toccare un uomo che ha vissuto sulla sua pelle il dramma in questione. 

Un comunicatore straordinario che ha fatto passare messaggi di enorme spessore morale in questi appuntamenti che, si spera, possano essere replicati da altri suoi colleghi. 

A mio modo di vedere una di queste considerazioni merita una sottolineatura particolare: “Ai genitori dico che è molto più importante lasciare che i loro figli si divertano. Lasciate tranquilli i vostri ragazzi. Se l’unico obiettivo che tuo figlio ha e che tu hai per tuo figlio è che sia felice, allora che cresca come persona. All’interno di una squadra di calcio può apprendere quei valori, quegli insegnamenti che si chiamano vita. 

Si vince e si perde, imparerà a fare l’uno e l’altro. Imparerà a gestire la pressione e la frustrazione. Capirà l’importanza di una squadra e del rapporto coi compagni, perché l’universo non gira solo intorno al tuo ombelico.

Quando finisce la partita non chiedetegli come ha giocato o del risultato. Chiedetegli: ti sei divertito? Hai davvero dato tutto? Ditegli che oggi può andare bene e domani male perché questa è la vita”. Non credo serva aggiungere altro.

In campo non è finita come i tifosi spagnoli e lo stesso ct speravano, ma ci sono aspetti più importanti di un tiro che finisce sul palo al 120′ o una serie di rigori da dimenticare. 

E Luis Enrique può dire, orgoglioso, di aver vinto il suo Mondiale. 

Stefano Villa 

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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