L’opinione sportiva: I LAKERS 22/23 SONO LA CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO?

articolo a cura di Stefano Villa

La costruzione del roster gialloviola in vista della prossima stagione sembra essere un caos senza molto significato. Coach Ham dovrà essere un abile alchimista, e potrebbe non bastare…

Dopo una stagione che definire fallimentare è riduttivo con la mancata qualificazione ai playoff, i Los Angeles Lakers hanno effettuato un ampio restilyng alla propria formazione in vista dell’inizio della nuova annata ormai ai nastri di partenza. 

In primis il cambio della guida tecnica. Licenziato coach Vogel, l’uomo che nella bolla di Orlando aveva portato la franchigia che fu di Magic Johnson alla conquista del titolo NBA, sulla panchina dei gialloviola siederà coach Darvin Ham. 

Un tecnico al suo debutto come head coach dopo esperienze importanti ad Atlanta e Milwaukee nel coaching staff di Mike Budenholzer e una carriera di buon livello in campo culminata con la vittoria del titolo 2004 con i Detroit Pistons di Billups, Hamilton, Ben e Rasheed Wallace proprio contro i gialloviola del quartetto Bryant, O’Neal, Payton e Malone. 

La prima mossa pirotecnica, nel senso potenzialmente negativo del termine, è legata all’arrivo di Patrick Beverley. 

Un giocatore che fa della difesa e della durezza mentale le armi principali del suo modo di intendere la pallacanestro e che nel recente passato ha fatto più trash talking che partite da ricordare.
Il play di Chicago ha un passato burrascoso con Russell Westbrook e LeBron James che ora sono suoi compagni di squadra, un mix che potrebbe essere letale per le ambizioni dei losangelini e l’equilibrio dello spogliatoio. 

Secondo punto complesso la permanenza, almeno per il momento, di Russell Westbrook. 

“Prigioniero” di un contratto da 47 milioni di dollari all’anno che rende molto complicata una trade, l’ex giocatore di OKC doveva essere la terza punta di una squadra difficile da affrontare, ma le sue prestazioni sono state poco entusiasmanti e le urla di gioia che lo avevano accolto al suo arrivo a LA si sono trasformate presto in sonori fischi.

È stato a un passo dagli Indiana Pacers, ma la dirigenza ha deciso di dargli una nuova chance in questo avvio di regular season.   

E poi la questione-Davis, una delle più spinose visto che il lungo ex New Orleans è alle prese con continui problemi fisici che ne limitano l’utilizzo. Nella scorsa stagione coach Vogel lo ha potuto schierare con il contagocce e i risultati si sono visti: Lakers mai competitivi e fuori dalla zona playoff. Dalle prime dichiarazioni della nuova stagione AD sembra essere in buone condizioni fisiche: se gli infortuni smetteranno di perseguitarlo può essere il vero acquisto dei losangelini. 

Sotto canestro è tornato a vestire il gialloviola Thomas Bryant, centro che nelle idee di coach Ham avrà il compito di sgravare dal punto di vista difensivo Anthony Davis. 

Il lungo è però reduce da un delicato intervento alle ginocchia che lo ha tenuto lontano dai parquet per diversi mesi e al suo rientro le sue medie sono calate drasticamente. Una grande scommessa, l’ennesima della stagione alle porte per i Lakers. 


Ciliegina su una torta dal gusto difficile da decifrare, il ritorno di Dennis Schroder.
Si, lo stesso giocatore che aveva rifiutato un quadriennale da 71 milioni di dollari dopo una stagione buona ma non ottima in California per finire ai margini del roster ai Boston Celtics prima e agli Houston Rockets poi a meno di 6 milioni annui. 

Ora il ritorno ai Lakers di coach Ham (che lo ha allenato per cinque anni ad Atlanta) in un roster che con lui, Westbrook e Beverley ha abbondanza di playmaker e di ego smisurati. 

Ah, ci sarebbe anche Kendrick Nunn come costruttore di gioco da qualche parte in fondo alla panchina…

Juan Toscano Anderson, Lonnie Walker IV e Scottie Pippen jr, figlio del leggendario numero 33 dei Chicago Bulls, sono le altre nuove aggiunte del roster gialloviola. Elementi interessanti che possono dare una mano in una squadra che sa dove andare. Il dubbio sui Los Angeles Lakers 22/23 è proprio questo: qual è la strada da seguire per raggiungere i risultati? 

Sembra proprio che LeBron, gm in pectore (anche se non si può dire), non abbia imparato dagli errori del passato.
Già negli anni successivi al titolo vinto a Cleveland e nelle stagioni che hanno seguito il successo con i Lakers LBJ ha provato a mettere insieme più talento possibile per restare sulla cresta dell’onda, tralasciando l’amalgama del gruppo. Con risultati nefasti. 

La speranza di tutti i tifosi dei Los Angeles Lakers è che il Re riesca ad assemblare un roster che, oggettivamente, ad oggi non ha alcun senso logico. 

Se c’è un giocatore che può riuscirci è proprio il numero 6 che quest’anno potrebbe diventare il miglior realizzatore nella storia della lega, superando il leggendario Kareem-Abdul Jabbar.

I tanti tifosi italiani dei Lakers sperano che questa sia la stagione della svolta dopo due annate difficili. In bocca al lupo LA!   

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: