#lememorie&iviaggi# I grandi monumenti. StonehengeI

a cura di Luca Roverselli

Nell’Inghilterra meridionale, sulle terre della contea di Wiltshire, a poco più di una dozzina di chilometri da Salisbury, sorge uno dei monumenti più affascinanti realizzati dal genere umano. Stiamo parlando del colossale circolo di pietra chiamato Stonehenge da stone: pietra ed henge: sospesa, in riferimento ai giganteschi architravi che formano gli imponenti portali di quel possente complesso monumentale megalitico. La struttura composta da due pilastri e da un elemento che funge da architrave è semplice e funzionale e tutti i blocchi che nel trascorrere dei millenni erano caduti al suolo sono stati riposizionati nel corso del Novecento. Per ricomporre il monumento i lavori proseguirono dal 1901 al 1964 necessitando di opere di consolidamento realizzate con l’uso del cemento per garantire la tenuta statica dei vari elementi. Quando quell’opera fu realizzata però le cose andarono diversamente.

George Berkley

Quell’antico popolo di costruttori non disponeva del cemento e non possedeva macchine dotate di motori di qualsiasi genere per sollevare i titanici blocchi di pietra ma fu lo stesso in grado di realizzare quel possente circolo – cromlech – di pietra. I megaliti che formano il monumento hanno un peso che arriva alle 50 tonnellate ciascuno. Per paragone la portata massima di un grosso autoarticolato si attesta entro le 30 tonnellate. I blocchi, tra l’altro, non erano certamente lì pronti ma dovevano essere estratti dalle cave e trasportati nel sito per essere poi eretti a costituire l’insieme architettonico che conosciamo. Alcuni di quei megaliti provengono da cave che distano oltre 200 chilometri dall’area di edificazione e rimane una domanda aperta quale fosse stata la tecnica di trasporto utilizzata dai costruttori che eressero quel complesso monumentale oltre quattro millenni or sono. La piatta estrapolazione derivata da pratiche di costruzione e di trasporto dei materiali valide per la movimentazione di blocchi ben più leggeri non può reggere ad un esame serio ed imparziale.

l’antiquariato britannico John Aubrey

Sostenere che l’estrazione e il trasporto di elementi del peso di cinquecento quintali sia uguale alla movimentazione di masse di pochi quintali sarebbe un imperdonabile peccato di leggerezza intellettuale. Molte pietre, a partire dal monumentale blocco chiamato l’altare, sono costituite da un’arenaria grigia proveniente da circa trenta chilometri a nord di Stonehenge. L’ipotesi che il sito costituisse un qualche tipo di osservatorio astronomico risale alla metà del XVII Secolo ed è opera di John Aubrey, un antiquario e pittore britannico con la passione per la fisica e per la letteratura. Fu proprio lui ad ipotizzare che Stonehenge fosse un’antica opera riconducibile ai Druidi. L’ipotesi fu poi diffusa verso la metà del secolo successivo da un certo William Stukeley, un altro antiquario che con la sua opera influenzò notevolmente lo sviluppo della neonata archeologia, immaginando che le azioni i pensieri e le opere intellettuali di antichi popoli che vissero migliaia di anni prima che nascesse la nostra civiltà fossero linearmente rapportabili alle azioni e ai pensieri delle persone che vivono all’epoca nella quale vengono svolte le ricerche archeologiche. Questo tacito pregiudizio si è trascinato, specialmente per quanto riguarda le scienze umane, quasi fino ai nostri giorni. In questo modo quando si scoprono manufatti e strutture architettoniche appartenuti a culture scomparse, che fanno riemergere dalla notte dei tempi le strutture del loro pensiero alla luce del Sole, si tende, in parte inconsapevolmente, ad incanalare in maniera forzosa quelle opere e quelle forme all’interno del contenitore culturale dell’epoca presente. In realtà le opere di un popolo sono la manifestazione fisica del loro pensiero.

l’imponente struttura megalitica di Stonehenge

Un breve inciso renderà chiara la questione. L’ipotesi che l’intelletto umano debba occuparsi dell’indagine sulla natura di quel mondo che vede dispiegarsi, grande e sconosciuto, dinanzi a sé è una caratteristica propria della civiltà occidentale e inizia nell’antica Grecia alcuni secoli prima di Cristo. In quel momento nasce l’indagine fisica sul mondo e da essa si sviluppa la “Fisica” che non è altro che una ricerca che si propone di determinare quale sia la natura del mondo che vediamo e quali siano le regole che lo governano. Ma i filosofi dell’antica Grecia non commettevano l’errore fatale di reputare il mondo visibile come unico e assoluto assegnandogli lo statuto ontologico (stato gerarchico di esistenza) di realtà oggettiva ultima.

uno scorcio della pittoresca Salisbury nei cui pressi sorge Stonehenge.

Essi sapevano bene che quella visione che si manifesta dinanzi ai nostri occhi compete solo alla coscienza umana e alla coscienza degli uomini del tempo nel quale la si percepisce. Il filosofo Platone, vissuto tra il V e il IV Secolo a.C.. espone superbamente la questione nel celebre “mito della caverna” nel quale la condizione umana è descritta come quella di un osservatore che si trovi dalla nascita all’interno di un profondo antro e che per questo motivo creda che le ombre proiettate su di una parete sul fondo del suo oscuro mondo siano l’intera realtà dell’universo. L’indagine profonda sulla struttura della coscienza ha chiara la questione già da alcuni secoli. Il filosofo irlandese George Berkeley, attivo nella prima metà del XVIII Secolo, nel corso della sua indagine sulla struttura della coscienza scrive: “L’esistenza di un mondo oggettivo all’esterno della coscienza è solamente una convenzione condivisa”.

un busto del grande filosofo greco Platone.

Infatti ogni mondo che venga percepito è il frutto dalla filogenesi relativa al pensiero della civiltà che lo genera e tale civiltà lo manifesta per avere un terreno comune nel quale sperimentare l’esperienza della coscienza ma quel mondo non esiste “oggettivamente” là fuori di noi così come lo vediamo – come oggetto esterno e indipendente da noi. Proprio per questi motivi sarebbe un’ingenuità imperdonabile cercare di stritolare a forza ogni cultura o civiltà, di ogni area del pianeta e di ogni tempo, all’interno delle nostre strutture di pensiero.

una vista aerea del sito di Stonehenge.

Questa digressione era indispensabile per riuscire a comprendere quale fosse in realtà la natura e la funzione dell’imponente cerchio megalitico di Stonehenge e in che modo sia stato possibile realizzarlo. Quello che vediamo è infatti una sezione molto sottile e parziale della sua vera natura. Un esempio chiarirà la situazione nella quale ci veniamo a trovare quando osserviamo un’opera che è stata realizzata da una cultura così diversa e lontana dalla nostra. Pensiamo ad un rilevatore progettato per registrare un particolare tipo di segnale, per esempio un rilevatore di campo elettrico.

una moderna gru in grado di sollevare blocchi come quelli di Stonehenge.

Ebbene, quando quello strumento è attivo, esso “vedrà” solo le aree caratterizzate dalla presenza di un campo elettrico. Se lo mettiamo in funzione all’interno di un appartamento esso percepirà quindi come reali solo le linee percorse dai cavi elettrici e tutto il resto sarà per esso un buio assoluto. Esso non può avere infatti alcuna percezione degli altri oggetti, dei mobili e delle persone e per lui l’intero universo è costituito da sottili linee elettriche. Allo stesso modo la nostra coscienza percepisce, nelle opere di culture lontane, solo quelle caratteristiche che sono interattive con la nostra struttura intellettuale e tutto il resto è precluso alla nostra percezione e gli è impedito di emergere al livello cosciente. La prossima volta, con appuntamento tra due mercoledì, vedremo quindi quale sia la natura di quella stupefacente struttura circolare nota come Stonehenge e quale sia la sua struttura profonda.

Luca Roverselli-scrittore della Redazione di contg.news

William Stukeley che diffuse le idee di Aubrey.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: