L’opinione sportiva di Stefano Villa. IMPARIAMO DALLA SPAGNA


La vittoria del gruppo guidato da Sergio Scariolo mette in luce la grande organizzazione del movimento cestistico spagnolo. Ancora una volta.

L’edizione 2022 degli Europei di pallacanestro è stata consegnata agli archivi, un torneo ricco di spettacolo e che ha regalato tante emozioni.
La Spagna di coach Sergio Scariolo si è imposta nell’atto decisivo per 88-76 contro la Francia. Un successo conquistato con la fame dei giovani interpreti iberici e con una difesa a prova di bomba, ermetica e per molti aspetti ai limiti della perfezione. Elementi che hanno permesso agli spagnoli di vincere il quarto Europeo nelle ultime sei edizioni.

Tanti giocatori in rampa di lancio all’esordio in una competizione di questo livello, ma Scariolo è stato bravissimo a tenere tutti sulla corda e, soprattutto, ad avere un profilo basso per tutta la durata della manifestazione. Alla vigilia nessuno, nemmeno i più ottimisti, metteva le Furie Rosse tra i favoriti.
La Grecia di Antetokounmpo, la Serbia di Jokic e la Slovenia di Doncic sembravano avere una marcia in più, la Francia di Gobert subito dietro.

Ragazzi come Jaime Fernandez, Alberto Diaz, Jaime Pradilla, Joel Parra, Dario Brizuela, Sebas Saiz e Lorenzo Brown sono veri e propri rookie a queste altitudini, Usman Garuba e Xabier Lopez-Arostegu sono in Nazionale da meno di 3 anni.
Solidità ed esperienza sono garantite dai fratelli Hernangomez e da Rudy Fernandez che a 37 anni continua ad essere il più odiato dagli avversari ma maledettamente decisivo per i destini della Spagna.

Una vittoria mai messa in discussione nella finale contro la Francia, un dominio assoluto che è stato raggiunto senza la generazione dorata dei vari Pau e Marc Gasol, Sergio Rodriguez e Sergio Llull, quest’ultimo out per infortunio.
Anelli di congiunzione con il passato glorioso Rudy Fernandez in campo e Sergio Scariolo in panchina.

L’attuale tecnico della Virtus Bologna è la punta di un iceberg funzionale che rema tutto nella stessa direzione, come dimostrano i risultati ottenuti dalle formazioni giovanili spagnole nelle ultime competizioni europee. Argento per i ragazzi e le ragazze Under 16 agli Europei di categoria, due argenti per gli Under 17, oro per i ragazzi e argento per le ragazze Under 18, due ori per gli Under 20.
Ciò vuol dire che se il presente è positivo, il futuro rischia di essere straordinario e questo grazie a un’organizzazione cestistica cinque stelle extra lusso che deve essere l’esempio da seguire da tante nazioni, Italia in primis.

Già, perché non basta un Europeo commovente per impegno e dedizione come quello giocato dai ragazzi di coach Gianmarco Pozzecco per dire che il nostro sistema goda di buona salute.
Ci vogliono risorse umane, investimenti economici mirati alla crescita del movimento e tanta competenza ad ogni livello per arrivare, un giorno, sulla cima della montagna dove ora siede la Spagna, la squadra Campione d’Europa.

Stefano Villa-Redazione e giornalista per contg.news

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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