#arte&storia. H()me di Loris Cecchini raccontata da Michel Camillo

Se ci è concesso esprimere un parere personale, alcuni degli oggetti di quest’opera, nella loro deformazione, ricordano i famosi orologi molli di Salvador Dalì, il cui quadro La persistenza della memoria potrebbe quindi essere un precedente (voluto o inconscio) di H()me.

Nel 2001 Loris Cecchini realizzò l’opera H()me, impiegando come materiale la gomma uretanica. Quest’opera, appositamente pensata per lo spazio Armani, prende in considerazione l’abitare e la dimensione della sosta attraverso la costruzione di cinque pareti atte a misurare lo spazio. Alte poco più di un metro e spesse quindici centimetri, le pareti delimitano e costituiscono lo spazio di cinque scene, nelle quali vengono a trovarsi i mobili molli tipici della poetica di Cecchini; si tratta di oggetti quotidiani, come una sedia, un tavolo, una scala, computer, lampade, cavi, prese multiple ed elementi della casa (porte e finestre). Tali oggetti subiscono un’inquietante mutazione della loro stabilità. Un’altra caratteristica di H()me è la monocromia grigia.

Michel Camillo-Redazione

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