Il Viaggio di Vida Vialardi a Melfi #arte&storia

Borgo situato in provincia di Potenza; ancora oggi si è incerti sulle sue vere origini. Gli storici sono divisi sui primi insediamenti: Sanniti, Romani o Greci. Per lo scrittore latino Plinio il Vecchio il
nome deriva dal fiume Melpes ; secondo alcuni resti pare che Melfi fosse già abitata nel Neolitico: Dauni e Lucani le prime popolazioni.


Sicuramente venne occupata dai Romani come testimoniano vari reperti archeologici; passò poi in
mano ai Bizantini e ai Longobardi per un lungo periodo. Toccò successivamente ai Normanni che portarono il borgo ad un periodo di splendore e ricchezza; fu Roberto il Guiscardo, celebre
condottiero romano, Duca di Puglia e Calabria, che portò Melfi ad essere la capitale del Regno Normanno in Italia e nel Ducato di Puglia e Calabria.
Il borgo passò poi al potere degli Svevi con Federico Il, che fece Melfi una delle più importanti residenze, permettendo così alla città di crescere economicamente e di raggiungere uno dei periodi di massimo splendore; vennero infatti restaurate le mura difensive, da cui si aprivano
quattro porte: Porta del Bagno, Porta Troiana, Porta Venosina e Porta Calcinaia.
Sotto gli Aragonesi il borgo divenne feudo con Andrea Doria Principe di Melfi, ma a causa di vari
eventi il borgo iniziò un periodo di declino. Fu prima campo di battaglia tra Aragonesi ed Angioini, poi numerosi terremoti ( 1851, 1930 e 1980) che causarono numerosissimi danni e
successivamente ci fu la presenza di briganti su tutta la regione.
Piazza Municipio è il fulcro della vita cittadina ed è il punto di convergenza delle maggiori strade del borgo; edificio dell’800, nel cui cortile sopra un pilastro di pietra si erge la statua di Federico Il;
Porta Venosina, distrutta in parte a causa di uno dei terremoti, era di epoca aveva. È inquadrata da due torri cilindriche;
Porta Troiana fu fatta costruire nel XV secolo per volere del primo Duca di Melfi;Porta Calcinaia era quella più vicina al Castello con mura per difenderla e venne distrutta dal
terremoto del 1930;
Porta Santa Maria nota anche come Porta San Benedetto per la vicinanza del Monastero di San Benedetto.
La Chiesa di Sant’Antonio costruita nel 1423, in stile francescano, ad un’unica navata e poi rifatta in stile barocco; la bella facciata in pietra in cui si apre un portale ad arco sormontato da un rosone
affiancato da due finestre di epoca barocca; notevole una tavola in stile napoletano del XVI secolo, un’acquasantiera di granito rosso sostenuta da una statua e dietro l’altare maggiore due tombe una del 500 e l’altra del 600;il Duomo fondato in epoca normanna del 1155 e rifatto nel 1723 perché gravemente danneggiato
dal primo terremoto ed è in stile barocco. L’interno a tre navate, il soffitto a cassettoni, l’altare, la sedia vescovile in legno d’ orato con Angeli e Cherubini sul baldacchino, il coro ligneo riccamente
decorato; ospita numerosi quadri e affreschi tra cui “ Madonna col Bambino in trono e con due Angeli”. Una tavola del XII secolo rappresenta “Madonna di Nazareth con Bambino” e una tela del 600 della “ Cena”. Di particolare interesse è il Campanile normanno del 1153 che conserva una
elegante decorazione a motivi geometrici ed è tra i maggiori esempi di arte normanna;
Chiesa del Carmine era un tempo parte del Convento dei Carmelitani e venne restaurata più volte.
La facciata ha un portone ligneo con una curiosa raffigurazione della morte, della parte antica
rimane l’arco trionfale del XVI secolo; l’altare è barocco con raffigurazioni e quadri di Santi del 600 e 700;
Chiesa di San Lorenzo risalente al 1120 è probabilmente il monumento più antico di Melfi.
Da segnalare l’ edificio neoclassico del Tribunale Antico; nei pressi è interessante la Farmacia
Carlucci in stile liberty con splendidi portali e finestre del 400.
Palazzo del Vescovado del XI secolo con diverse logge, corti, portici , una bella fontana barocca ora sede del Museo Diocesano conserva numerosi e preziosi documenti antichi.
Villa Sibilla eretta nel XVI secolo, neoclassica, visibile solo dalla valle e nella muratura che accoglie
l’ arco, sono inseriti elementi lapidei rappresentanti stemmi e animali araldici.
L’imponente Castello eretto dai Normanni, è uno dei più famosi della regione ed è tra i Castelli medioevali più rappresentativi del Sud Italia. Venne successivamente ampliato durante il dominio degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi. L’ala retrostante al cancello ospita la Scala del Trono e
lo Scalone degli Armigeri, la Cappella, il Corpo di Guardia, la Torre del Marcaglione e le scuderie angioine.
Il centro storico di Melfi è ancora circondato dalla cinta muraria normanna.
La cucina di Melfi è conosciuta per uno dei piatti più famosi: la maccheronara, preparato con un tipo di pasta fresca, appunto i maccheroni, a forma quadrata e condita con sugo di carne di maiale
o coniglio; lasagne e noci, simili alla taglietta ma più corta e larga con l’aggiunta di pomodoro e
peperoncino; pancotto preparato con aglio, rape e peperoni cruschi; cicerchie con crostini di pane e cipolle ( le cicerchie sono dei legumi, uno degli alimenti base della tradizione contadina); u’cunzaridd contorno a base di pomodori gialli, peperoni cruschi e acciughe.Mosto fresco di uva cotta.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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