#STORIEDIVITA PRESENTA I COOPERATORI PAOLINI ” I NUOVI COMUNICATORI  DELLA BUONA STAMPA ” . CE NE PARLA IL DELEGATO NAZIONALE DON GUIDO COLOMBO

Oggi #storiedivita della Rivista contg.news è in compagnia di don Guido Colombo, Delegato Nazionale dei Cooperatori Paolini. Insieme a lui capiremo chi sono, come ci si diventa  e qual è la missione che ricoprono nella Chiesa.

Don Guido Colombo, innanzitutto ben tornato ai microfoni della nostra rivista. Tempo fa parlammo della sua vocazione nella Società San Paolo. Ci può spiegare oggi chi sono nella Chiesa Cattolica i paolini?

Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione nato nell’anno 1884 e morto il 1971 ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline.Quattro Istituti: Gesù SacerdoteMaria SS. AnnunziataSan Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l’Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d’oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l’apostolo dell’universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

All’interno avete anche la branchia laicale , composta anche da sacerdoti o diaconi ci pare, definita Associazione Cooperatori Paolini. Da dove nasce questo sodalizio e fa parte della famiglia paolina?

I cooperatori sono un ramo effettivo della Famiglia Paolina e sono  un’Associazione ecclesiale di laici, nati dall’intuizione profetica del Beato don Giacomo Alberione, Fondatore della Famiglia Paolina. Egli comprese che tutti i mezzi della comunicazione sociale potevano essere usati a servizio del Vangelo, perché strumenti potenti, destinati ad esercitare nel futuro un’influenza sempre maggiore sulla società.

-Quindi cosa siete chiamati a vivere?

Siamo chiamati a “vivere” l’apostolato paolino in tutte le sue espressioni: catechesi, redazione, diffusione della stampa, inserimento attivo nelle emittenti radiofoniche e televisive; a costruire biblioteche parrocchiali e scolastiche; a organizzare centri di diffusione per la stampa e per gli audiovisivi; a promuovere giornate del Vangelo e della Bibbia. Collaboriamo nei centri diocesani delle comunicazioni sociali e viviamo la comunione con la Famiglia Paolina con la preghiera, le opere e, ove possibile, anche con l’offerta.Crediamo che il “carisma paolino” è straordinariamente attuale e urgente, e costituisce una forte “sfida” al mondo d’oggi.

Qual è il percorso vocazionale che uno deve fare per aderire?

Anzitutto iniziare a fequentare un gruppo, e poi attraverso una formazione specifica di alcuni anni, in cui avrà verificato la sua vocazione, il cooperatore arriverà ad emettere una “promessa” che lo inserità definitivamente nell’Associazione

Qual è lo stile di vita del cooperatore?

Inseriti pienamente quale “ramo” vivo e vitale del grande albero della Famiglia paolina, i Cooperatori sono chiamati a valorizzare continuamente la inestimabile ricchezza della vita spirituale che a questa Famiglia, quale singolare e ineffabile dono di grazia è stata pensata voluta e amorevolmente offerta dal Beato Giacomo Alberione.

Il Concilio Vaticano II nel Documento Apostolicam Actuositatem al numero 4 così recita: “i laici che, seguendo la propria particolare vocazione, sono iscritti a qualche associazione o istituto approvato dalla Chiesa, si sforzino di assimilare fedelmente la spiritualità peculiare dei medesimi”.

Questo punto, da parte dei Cooperatori Paolini, viene opportunamente coniugato con la finalità spirituale ed apostolica della intera Famiglia religiosa fondata da don Alberione, la quale annuncia la verità che libera attraverso l’evangelizzazione con gli strumenti della comunicazione sociale e con, per citare sempre il Primo Maestro, “tutte le invenzioni che il progresso umano fornisce e le necessità e le condizioni dei tempi richiedono”.

Perché questo possa realmente inverarsi nella vita e nell’esperienza concreta dei Cooperatori, il vigente Statuto dell’Associazione ha voluto con precisione indicare di quali contenuti debba sostanziarsi la vita spirituale e apostolica dei membri della nostra Associazione e quali siano i percorsi che essi sono chiamati a intraprendere per vivere pienamente questo dono di grazia.

Questi contenuti costituiscono un vero e proprio processo formativo carismatico spirituale che se costantemente e progressivamente vissuto darà come risultato un autentico “laico Paolino integrale”.

Detto processo si compie attraverso una specifica successione di punti che qui vorrei riportare:

  • la lettura, lo studio e la meditazione della Sacra Scrittura specialmente il Vangelo, gli Atti degli Apostoli e le Lettere di San Paolo;
  • l’impegno per costruirsi una spiritualità che ponga al suo centro e abbia come fondamento Gesù Maestro Via, Verità e Vita, il Cristo integrale come lo ha conosciuto San Paolo che vede in Lui il compimento delle Sacre Scritture (cf AD 159-160);
  • la capacità di affidarsi a Maria Regina degli Apostoli e a San Paolo apostolo, modello di ogni paolino, e guida nel processo di cristificazione: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20);
  • il nutrirsi quotidiano alla mensa della Parola, la meditazione e la lettura spirituale;
  • un maturo discepolato che si lascia guidare da Cristo Maestro nel corso dell’anno liturgico. Non c’è migliore scuola per la formazione spirituale di ciascun paolino che la partecipazione alla vita di grazia che la liturgia dona;
  • la partecipazione “piena, attiva e fruttuosa” all’Eucaristia “per essere tutto in Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche.” “Tutto: natura, grazia, vocazione, per l’apostolato. Un carro che corre poggiato su quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà“ (AD 100; cf CISP 10);
  • una coscienza sempre più solida che la pietà paolina è eucaristica: Tutto sgorga dalla fonte vitale che è il Maestro eucaristico (cf AD 16-19, 82, 95, 155). Dalla Visita eucaristica impara a trarre nutrimento per la sua vita spirituale e l’apostolato;
  • l’esame di coscienza quotidiano attuato secondo il pensiero della Chiesa e del Fondatore: cor poenitens tenete. In questo modo apprende quanto sia importante ripristinare la corretta relazione con Dio, con se stessi e col prossimo e il valore del Sacramento della Riconciliazione, e tiene nella giusta considerazione la necessità della direzione spirituale come un mezzo indispensabile per camminare con sicurezza nella vita cristiana (cf AD 158);
  • la preghiera della Liturgia delle Ore o parte di essa, specialmente le Lodi ed i Vespri. In questo modo il Cooperatore impara a santificare il tempo partecipando alla comune ed ufficiale preghiera della Chiesa;
  • l’armonizzazione degli esercizi di pietà con la sacra liturgia (cf SC 13). In particolare, con l’attenta e meditata preghiera del santo Rosario impara a crescere nella devozione alla Regina degli Apostoli. Il Cooperatore avrà nelle sue mani uno strumento importante: Le Preghiere della Famiglia Paolina, che gli è consegnato durante il rito della Promessa e che, oltre alle preghiere, contiene le introduzioni scritte dallo stesso Don Alberione;
  • la partecipazione agli incontri, riunioni, ritiri che sono espressamente promossi dall’Associazione e che gli consentono la conoscenza dell’eredità spirituale della Famiglia Paolina;
  • la lettura e lo studio del pensiero del beato Alberione e dei documenti che la Società San Paolo e la stessa Famiglia Paolina provvede;
  • la partecipazione agli incontri spirituali e formativi promossi dal gruppo di cui è membro, per una maggiore comunione tra i membri e per una progressiva conoscenza del carisma paolino.

Se tutti i Cooperatori Paolini gustano e vivono, facendone sintesi della propria vita, questa spiritualità, allargheranno l’animo alle necessità del mondo contemporaneo, saranno autentici apostoli che vivono, sentono, operano con lo stesso cuore dell’Apostolo Paolo, e dunque con lo stesso cuore del Maestro Divino.



Al momento quanti siete e dove sono i centri ?

Siamo in tutta Italia, specialmente nelle città e nelle diocesi dove sono presenti le comunità religiose paoline sia maschili che femminili.

Un messaggio a quei laici che intendono aderire anche da giornalisti o semplici operatori della comunicazione?

La Chiesa, La Famiglia Paolina, la nostra società hanno bisogno di voi quali autentici comunicatori della Buona Notizia del Vangelo, vi aspettiamo con gioia e con fiducia!

-Grazie don Guido e buona missione

Grazie anche a voi. Siate sempre comunicatori del Vangelo e della Buona Stampa. Buona missione e lavoro.

Il direttore

Emanuele Dondolin



Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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