Il Pensiero Domenicale di Andrea Benedetto Ferri Osb

In questa Domenica meditiamo sul tema dell’umiltà, la prima lettura tratta dal libro del Siracide ,propone dei detti sull’uomo umile, “Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.” Solo coloro che sono umili, che riconoscono la loro creaturalità, in Dio pongono la loro
fiducia, creano un legame intimo con il Signore, possono penetrare in profondità i misteri della fede,il superbo invece , il super che vuole vivere in modo superiore, che mette il proprio “Io” al posto di
Dio, è lontano dal conoscere il Signore.
“Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio, perché in lui è radicata la pianta del male”. I veri grandi sono gli umili, i semplici, che meditano con orecchio attento la parola di Dio.
Nel Vangelo Gesù si reca a pranzo da uno dei capi dei farisei, lo osservano, ma Gesù osserva loro e vedendo che tutti aspirano ai posti più belli, racconta una parabola. “Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto”.
L’ultimo posto è proprio dell’umile, ma non una finta umiltà, spesso facciamo discorsi in apparenza umili, dicendo non valgo nulla per farmi dire che non è vero, se mi metto all’ultimo posto con l’intenzione di farmi chiamare, probabilmente torno a casa arrabbiato, ho fatto un atto di umiltà senza
essere considerato, allora non sono veramente umile, fingevo, era un trucco per ottenere il primo posto.
Gesù ci chiede di amare l’ultimo posto, nell’ Imitazione di Cristo c’è un passo che dice: “ Ama essere non conosciuto e ritenuto nulla”, questo ci fa capire come dobbiamo amare l’ultimo posto non pretenderlo per finta ma desiderarlo.
Gesù poi offre un altro insegnamento: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti”.
Quando offri un pranzo o una cena, invita coloro che non possono ricambiarti, così quando fai un regalo, dai una mano a chi è in difficoltà, sii generoso, non fare della tua generosità un commercio, un dare per avere, fingi di essere generoso, ma in realtà è un tornaconto, Gesù propone di rompere
questo schema, entriamo nella logica del dare senza sperare di ricevere. Nella nostra vita quotidiana possiamo fare tanti piccoli gesti di carità e tanto sono più grandi quanto più coloro che li ricevono
non possono ricambiarci.
“O Dio, che chiami i poveri e i peccatori alla festosa assemblea della nuova alleanza, concedi a noi di onorare la presenza del Signore negli umili e nei sofferenti, per essere accolti alla mensa del tuo
regno”.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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