#artisti. I segreti più nascosti di Leonardo Da Vinci descritti dal nostro Michel Camillo

Leonardo da Vinci nacque da una relazione illegittima fra il notaio Piero da Vinci (all’epoca ventiseienne) e Caterina, che era di bassa estrazione sociale; la nascita di Leonardo avvenne nell’aprile del 1452: il 15 secondo il calendario giuliano, il 23 secondo il calendario gregoriano (si ricordi che il calendario giuliano era in vigore fino al 1582, quando fu sostituito da quello gregoriano). Il luogo di nascita è Anchiano.

Nello stesso 1452 Piero sposò Albiera di Giovanni Amadori, dalla quale non ebbe nessun figlio; dopo la morte di Albiera, Ser Piero si sposò altre tre volte. Leonardo ebbe numerosi fratellastri e sorellastre, tutti molto più giovani di lui; i suoi rapporti con loro furono piuttosto scarsi, ma in compenso alla morte del padre (1504) vi furono grossi problemi per la contesa sull’eredità.

Si è ipotizzata un’omosessualità di Leonardo da Vinci; quel che è certo è che egli non si sposò mai e non ebbe figli. Inoltre non ci sono note sue relazioni con donne.

Sono invece indubbi l’irreligiosità e lo scetticismo leonardeschi; tuttavia Leonardo non era ateo, come dimostrano i suoi scritti più intimi, nei quali parlava spesso di Dio come se vi credesse sinceramente.

Il rapporto di Leonardo da Vinci con Michelangelo Buonarroti fu difficile e spesso teso, a causa dei loro caratteri diversi e degli ideali artistici inconciliabili. Leonardo era infatti riflessivo, poliedrico e interessato al mondo naturale; Michelangelo era invece più impulsivo, notoriamente riottoso e idealista. Sebbene non vi siano prove dirette della loro inimicizia, disponiamo di svariati indizi e di testimonianze indirette.

Leonardo da Vinci morì il 2 maggio 1519 presso il maniero di Clos-Lucé ad Amboise, all’età di sessantasette anni; pochi giorni prima, il 23 aprile, aveva redatto il proprio testamento davanti a un notaio.

Le principali opere leonardesche sono: l’Annunciazione degli Uffizi, un olio su tavola risalente all’incirca al 1475, rilevante per l’ambientazione in un giardino fiorito invece che nella camera verginale o in un chiostro; la Vergine delle rocce (Madonna con San Giovannino, il Bambino e un angelo), un olio su tavola (trasportato in epoca successiva su tela) eseguito a partire dal 1483, nel quale vi è un’iconografia piuttosto innovativa (ad esempio, mancano le aureole); l’Ultima Cena, una tempera forte su muro degli anni 1495-97, dove si rappresenta il momento immediatamente successivo all’annunzio di Cristo agli Apostoli (“Uno di voi mi tradirà”); la Gioconda, un olio su tavola eseguito o dal 1503 al 1505 o dal 1513 al 1515, che raffigura una donna in perfetta armonia con il paesaggio retrostante.

Il successo di Leonardo è immenso e in questa sede vi si possono fare solo pochi cenni; innanzitutto diciamo che fu ammirato da scrittori come Johann Wolfgang von Goethe, da pittori come Eugène Delacroix e da critici letterari come Emilio Cecchi. Ricordiamo inoltre che nel 1919 Marcel Duchamp dipinse il pizzetto e i baffi su una riproduzione della Gioconda. Per il resto, chi non ricorda che una delle Tartarughe Ninja si chiama proprio Leonardo? E’ una stupidaggine, d’accordo, ma costituisce pur sempre una prova del successo di questo artista.

Michel Camillo-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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