L’ex pilota della Ferrari ha annunciato nei giorni scorsi il suo ritiro dalla Formula Uno. E lo ha fatto con un video ricco di contenuti interessanti.
Per chi segue la Formula Uno il nome di Sebastian Vettel è legato in maniera indelebile alla Red Bull e ai successi ottenuti con la vettura ora guidata da Max Verstappen. Un personaggio raro nel mondo dello sport che ha deciso di sbarcare su Instagram per annunciare il suo ritiro dal paddock.
Un ritorno sui social dopo 13 anni di assenza che conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, il grande impatto mediatico che hanno questi mezzi di comunicazione nel 2022.
Ecco alcuni passaggi rilevanti del suo video di ritiro: “Amo questo sport. È stato fondamentale per la mia vita da sempre. Ma c’è anche la mia vita fuori pista, essere un pilota da corsa non è mai stata la mia unica identità. Sono tollerante e sento che tutti abbiamo gli stessi diritti di vivere, non importa come sembriamo, da dove veniamo e chi amiamo. I miei obiettivi sono passati dal vincere gare e lottare per i campionati a vedere crescere i miei figli, trasmettere i miei valori, aiutarli a rialzarsi quando cadono e ascoltarli quando hanno bisogno di me. Essere in grado di imparare da loro e lasciare che mi ispirino. I bambini sono il nostro futuro.
Parlando di futuro, sento che viviamo in tempi molto decisivi. E il modo in cui tutti noi modelleremo i prossimi anni determinerà tutte le nostre vite. Parlare non basta e non possiamo permetterci di aspettare. Non c’è alternativa. La gara è in corso. Credo nell’andare avanti e nel progresso. Il tempo è una strada a senso unico e io voglio seguire i tempi. Addio e grazie per avermi permesso di condividere il percorso con te. Ho amato ogni sua parte”.
Tanti i temi presenti nelle sue parole che meriterebbero una riflessione approfondita, ma su tutti vorrei sottolineare il passaggio dedicato alla lotta per i propri ideali, un messaggio forte e chiaro in un momento storicamente complesso come quello che stiamo vivendo.
Ma torniamo in pista. Quattro Campionati del Mondo e i duelli con Lewis Hamilton e Fernando Alonso che sembrano appartenere a una Formula Uno lontana, quasi preistorica rispetto a quella di oggi dove i corpo a corpo vengono vietati, spesso in maniera robotica.
L’Aston Martin aveva grandi ambizioni per il progetto Formula 1 quando ha deciso di puntare su di lui, ma la competitività della casa inglese non è stata all’altezza del palmares di Vettel e dopo due anni difficili a fine stagione sarà addio, non ci saranno rimpianti. Vedremo se Fernando Alonso, altro pilota della vecchia scuola, riuscirà a ottenere risultati migliori di quelli ottenuti da Vettel con la casa automobilistica inglese, l’ennesima sfida della carriera per l’iberico.
Helmut Markko è stato il manager del tedesco fino al 2014 e ora ricopre il ruolo di consulente per la Red Bull, la scuderia con cui ha ottenuto i successi più importanti della sua carriera. Queste le sue parole sul ritiro di Seb: “Non avere tra le mani una vettura competitiva ha avuto un ruolo, come non sentirsi a suo agio in questo mondo. In fondo ha già 35 anni, ha corso ai massimi livelli per 15 e vinto 4 Mondiali”.
Un unico, grande rimpianto: non aver vinto alla guida della Ferrari. Sarebbe stata la ciliegina su una torta comunque estremamente gustosa.
Stefano Villa – autore dell’articolo, giornalista collaboratore per contg.news

