L’opinione sportiva di Stefano Villa. CON BILL RUSSELL PERDIAMO MOLTO.

La scomparsa a 88 anni della leggenda dei Boston Celtics lascia un vuoto incolmabile nel mondo NBA e non solo.

Nelle scorse ore ci ha raggiunto una notizia che non avremmo mai voluto leggere.
A 88 anni ci ha lasciato William Felton Russell, per tutti Bill, uno dei più grandi interpreti della storia cestistica americana. Il suo nome è legato in maniera indissolubile alla storia dei Boston Celtics che anche grazie al suo talento ha messo in bacheca 13 titoli, 11 da giocatore e 2 da allenatore-giocatore.
Le sue battaglie sotto canestro contro l’amico rivale Wilt Chamberlain sono rimaste nell’immaginario collettivo, così come l’enorme devozione che gli è sempre stata tributata dai campioni che hanno seguito le sue orme. Sanno benissimo che la strada è stata aperta da lui.
Il mondo della palla a spicchi a qualsiasi latitudine ha voluto esprimere il dovuto rispetto per un uomo che ha lasciato un segno tangibile nella storia del Novecento, sportivo ma soprattutto sociale grazie alle sue battaglie per rendere l’America un posto migliore.
C’era anche lui, oltre a Lew Alcindor (il futuro Kareem-Abdul Jabbar) e il runningback dei Cleveland Browns Jim Brown al summit di Cleveland per sostenere Muhammad Ali. Un supporto concreto nella fase più delicata della vita del pugile che doveva affrontare le conseguenze del rifiuto di andare a combattere in Vietnam. Uno dei numerosi progetti a favore dei diritti sociali che hanno visto Russell protagonista.
Un uomo che ha sempre messo la faccia per sostenere le cause in cui credeva e che gli hanno permesso di ricevere nel 2011 la prestigiosa Medal of Freedom direttamente dalle mani del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Un campione che non sapeva perdere, basti pensare che una volta smesso con il basket giocato è tornato a indossare i pantaloncini corti una sola volta, per affrontare in 1 VS 1 il figlio che voleva dimostrare la sua supremazia sul padre. Risultato finale: 21-2 per Russell senior, che concedette però due punti al figlio. “Così un giorno potrai raccontare ai tuoi amici di aver segnato due punti al giocatore più vincente nella storia del basket americano”. Solo uno delle centinaia di aneddoti sul lungo di West Monroe, Louisiana.
Quando mancherà Bill Russell, un uomo semplicemente unico.

Stefano Villa-giornalista e collega

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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