TEMPO DI VACANZE: ACCESSO ALLA SPIAGGIA QUALI REGOLE?

articolo redatto dall’avvocato Filippo Vallini

L’avvocato FIlippo Vallini assieme al direttore Emanuele Dondolin

Accesso alla spiaggia: quando è libero e gratuito?

La legge sancisce «il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione». La battigia è la striscia di spiaggia più vicina al mare; precisamente, la battigia viene definita come la linea costiera su cui batte e si infrange l’onda.

L’ampiezza della battigia può essere più o meno vasta, a seconda della conformazione del suolo, del moto ondoso e dell’andamento delle maree. La battigia si estende normalmente per una larghezza di 5 metri, ma nelle spiagge di ampiezza inferiore a 20 metri la fascia può essere ridotta fino a 3 metri.

Qual è la spiaggia libera e gratuita negli stabilimenti?

È solo la battigia – non l’intera spiaggia – che deve essere lasciata libera e accessibile gratuitamente a tutti i bagnanti. Negli stabilimenti balneari, i titolari delle concessioni hanno per legge «l’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione».

In sostanza, i bagnanti hanno il diritto di entrare gratuitamente in uno stabilimento e di transitarvi per arrivare alla battigia e entrare in mare. Solo se usufruiscono dei servizi messi a disposizione dal lido, o se occupano spazi diversi dalla battigia, devono pagare.

Uno stabilimento balneare può impedire l’accesso alla spiaggia?

In conseguenza di quanto abbiamo detto, uno stabilimento balneare non può impedire l’accesso alla battigia o subordinarlo al pagamento di un biglietto. I bagnanti hanno per legge il diritto di raggiungere la spiaggia, che è e rimane sempre un bene pubblico demaniale, anche quando viene data in concessione a privati. I concessionari, cioè i gestori di lidi e stabilimenti, non diventano proprietari della spiaggia e possono disporne solo entro i limiti stabiliti dal provvedimento di concessione. Il gestore del lido può, invece, chiedere legittimamente il pagamento ai clienti che vogliono usufruire dei vari servizi disponibili: ombrelloni, lettini, sedie a sdraio, uso della cabina e delle docce, animazione, lezioni di ginnastica, ecc.; ma – ripetiamo – l’accesso per raggiungere la battigia deve essere libero e gratuito per tutti.

Cosa si può fare e cosa non si può fare sulla battigia?

La norma di legge secondo cui il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia è consentito «anche ai fini di balneazione» (dunque non soltanto per fare il bagno in mare) ha creato parecchi equivoci: così ci si chiede spesso cosa si può fare e cosa non si può fare sulla battigia e, in generale, sulla spiaggia.

Innanzitutto, la fruizione della battigia deve essere uguale per tutti i bagnanti, e quindi ognuno deve rispettare il pari diritto degli altri. Quindi, non si può occupare questa parte della spiaggia – neanche quando è libera – con i propri ombrellonilettini e sedie sdraio, tant’è che numerose ordinanze comunali vietano agli stessi stabilimenti balneari di collocarli in quel tratto, che deve rimanere accessibile per tutti e aperto al transito dei mezzi di polizia o di soccorso in caso di necessità.

È consentita un’occupazione della battigia soltanto quando è provvisoria e temporanea, come quella compiuta da chi passeggia o fa jogging, si ferma a parlare con altre persone, si stende a prendere il sole, gioca con la sabbia o lascia sulla spiaggia il telo e la borsa con i vestiti ed altri oggetti mentre va a fare il bagno in mare. Sulla battigia, però, non devono essere lasciati oggetti ingombranti (come materassini, pedalò, barche) che impediscono il passaggio degli altri bagnanti.

Si può anche giocare a palla o a racchettoni sulla battigia, senza dare disturbo agli altri bagnanti (molte ordinanze locali, però, vietano alcuni giochi e sport in determinati tratti di spiaggia stretti o affollati). Non è consentito, invece, lasciare piantati i propri ombrelloni sui tratti di spiaggia libera anche la notte per ritrovarli il giorno dopo: in questi casi, le forze di Polizia possono sequestrarli per abusiva occupazione di spazio demaniale. Solo i lidi e gli stabilimenti balneari sono autorizzati a lasciare posizionati gli ombrelloni stabilmente, giorno e notte, per l’intero periodo stabilito nella concessione.

Sono leciti i divieti messi negli stabilimenti?

All’ingresso di ogni lido e stabilimento balneare ed ai varchi di accesso alla spiaggia libera devono essere ben esposte le ordinanze della Capitaneria di Porto e delle eventuali altre autorità locali (Regione, Comune, posto di polizia) che indicano in dettaglio tutte le attività vietate sulle spiagge e in mare. Ci sono, ad esempio, zone in cui è vietata la balneazione e tratti di spiaggia in cui non è consentito campeggiare, giocare a palla o praticare altri sport, portare bombole di gas, accendere fuochi e falò o portare cani ed altri animali domestici. Chi trasgredisce queste prescrizioni è soggetto a sanzioni amministrative irrogate dalla Capitaneria di Porto o dalle forze di Polizia, compresa quella municipale.

divieti posti all’interno degli stabilimenti sono prescrizioni contrattuali, non normative come le ordinanze delle autorità amministrative; equivalgono a condizioni d’uso dei servizi, che il cliente accetta volontariamente, non come imposizione. Questi divieti sono leciti se non impediscono l’accesso libero e gratuito alla battigia, se non prevedono condizioni discriminatorie nei confronti delle persone affette da disabilità e se non impongono condizioni ulteriori e più vessatorie rispetto a quelle stabilite nel provvedimento di concessione: possono soltanto integrarle con modalità di dettaglio, ma senza mai violare le prescrizioni generali impartite dalle autorità.

Ad esempio, un lido non può impedire ai bagnanti di portare con sé, sotto l’ombrellone assegnato, modeste quantità di ciboacqua e bibite, neppure quando è dotato di chiosco bar e di ristorante; fermo restando il divieto di sporcare la spiaggia, di lasciare abbandonati oggetti pericolosi, come bottiglie di vetro e lattine, e di gettare i rifiuti alimentari o di altro genere al di fuori degli appositi contenitori. Quindi è illegittima la prassi, adottata da alcuni gestori, di “sequestrare” le borse frigo all’ingresso, in modo da costringere i bagnanti ad acquistare i prodotti alimentari e le bevande all’interno dello stabilimento.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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