Il Pensiero Domenicale di Padre Andrea da Vallombrosa

Ascoltiamo dal Vangelo secondo Luca, l’episodio dell’accoglienza di Gesù a Betania, da parte di Marta e Maria. Marta accoglie Gesù: “ Lo accolse nella sua casa”. Maria offre l’accoglienza spirituale: “Sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola”. A Gesù è offerta un accoglienza completa sia nell’aspetto materiale che in quello spirituale.

L’equilibrio si rompe quando Marta , sovraccaricata dal servizio -“presa dai molti servizi”- si avvicina a Gesù dicendogli riferendosi a Maria: “ mi ha lasciata sola a servire”. E arrivando quasi a rimproverare Gesù gli dice: “ Signore, non ti curi…. Dille dunque che mi aiuti”.

Per Marta l’accoglienza sembra ridursi al piano materiale, Maria dovrebbe darle una mano, invece di stare ai piedi di Gesù ascoltando la sua parola, e l’ospite stesso dovrebbe trasmetterle l’ordine di andare ad aiutare Marta, e lui dovrebbe stare da solo ad aspettare il pranzo.

Per poter fare, occorre “stare” con Gesù per accogliere la sua parola, “Maria ha scelto la parte buona”, nell’originale greco non c’è l’imperativo, è quella parte che non le sarà tolta, Maria ha scelto di dare importanza alla persona di Gesù, anche Marta accoglie, è la prima ad accogliere Gesù, il suo problema è l’agitarsi, il preoccuparsi di troppe cose, pensa a tutto quello che serve per accogliere l’ospite ma poi lo lascia solo.

La parte buona è ascoltare la sua parola, vivere in comunione con Lui, Quando Dio visita l’uomo, lo fa soprattutto per portargli i suoi doni, questo dura per l’eternità, la parola di Dio è parola di vita eterna e ascoltarla è necessario per la nostra salvezza, il mangiare finisce , così come curare i poveri, gli ammalati, sono azioni transitorie, nell’eternità non ci saranno più, ci sarà solo il Signore.

Ogni cristiano non può darsi all’azione , senza prima aver approfondito nella preghiera la parola del Signore.

San Paolo poteva dire con gioia: “ compio nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa”, perché ha meditato a fondo il vangelo della croce e avendo penetrato il mistero di Cristo aveva trovato la forza di riviverlo in sé.

Il Signore ogni giorno ci “visita”, nella nostra quotidianità, soprattutto nei momenti in cui ci sentiamo stanchi e scoraggiati, e porta la novità della sua salvezza. Sappiamo riconoscere la sua visita “nell’ora più calda del giorno” (Genesi 18,1)? O gli impegni, la fatica del quotidiano, lo scoraggiamento, ci distolgono dalla benedizione della sua visita? Sappiamo come Abramo e Sara, come Marta e Maria, accoglierlo, farlo restare con noi? Sappiamo riconoscere e scegliere “la parte buona”, “sederci ai piedi di Gesù” e “ascoltare la sua parola” per stare con Lui? Non si tratta di cercare Dio in posti lontani, fare cose straordinarie nè di trascurare il nostro quotidiano, ma di gustare in esso la sua presenza, stare in intimità con il Signore dentro la nostra vita, nella nostra famiglia, nel nostro lavoro, nei piccoli gesti di ogni giorno.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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