#storiedivita. Intervista a Mosè Singh , artista del mondo dello spettacolo, doppiatore di film e cartoni internazionali.

Oggi contg.news è in compagnia di Mosè Singh, celebre artista della parola biellese e di caricatura nazionale. Con lui conosceremo questo bellissimo ambiente.

Dandoti il Benvenuto a contg.news ti chiederemmo di raccontarci un po’di te , un po’della tua biografia.

Grazie a te e a tutti voi. Io sono nativo di Torino da madre italiana e padre indiano ma cresciuto a Biella. Da un po’ di tempo a questa parte lavoro tra Roma- Milano-Torino per l’appunto nel mondo del doppiaggio principalmente anche se la mia formazione parte dall’ambito teatrale. Di me ecco attualmente ho 25 anni , ho iniziato a seguire il mondo del teatro a 11 anni. Una passione che è subentrata perchè coltivavo il sogno di fare il doppiaggio. Mi innamorai del mondo del doppiaggio da piccolino come tanti ragazzi insomma come tante persone il mondo dell’animazione a una certa età è il pane quotidiano e quindi attraverso l’animazione giapponese in particolar modo due prodotti Dragon Ball e Wan Peace hanno plasmato il desiderio e la conoscenza di questo mestiere in me. Quando scoprii l’esistenza del doppiaggio a 10 anni fu un colpo di fulmine. Me ne innamorai in seduta stante e decisi che nella mia vita dovevo fare questo mestiere. Quindi proseguii i miei studi alle scuole medie, poi il liceo scientifico-economico- sociale a Biella, poi in parallelo ho portato avanti l’università che ho quasi terminato in Lingua e Cultura dell’Asia e però il passo iniziale nel mondo del doppiaggio è essere attori quindi dovetti “scontrarmi” inizialmente con il mondo del teatro: un mondo che mi ha letteralmente catturato e affascinato . Renato Iannì è stato il mio insegnante e da lì in poi ho portato avanti questa passione per il teatro in parallelo al doppiaggio. Il doppiaggio è arrivato a 18 anni ufficialmente ma ho dovuto fare un corso formativo a Torino e questo è quanto … eccomi qua 🙂 !

Complimenti. Già nella tua prima risposta ci fai appassionare questo bel mondo.Siamo curiosi. Cosa ti ha spinto a dedicarti al mondo del teatro e ad essere oggi doppiatore ?

L’animazione giapponese è stata la molla che mi ha fatto appassionare a questo mondo perchè poi voci che sentivo nelle serie che guardavo da piccolo le ritrovavo nei film, nelle serie TV . Io ero attento alle voci fin dalla tenera età e per me c’era già un principio di magia prima di conoscere dell’esistenza del doppiaggio ma poi quando questo avvenne fu – come già detto – un colpo di fulmine che mi ha fatto innamorare in maniera viscerale per questo mestiere e però sì …. i colpevoli sono stati questi due prodotti giapponesi Dragon Balls e Wan Peace.

Quali sono le emozioni che provi nel raccontare i personaggi che interpreti . Ci puoi raccontare un po’ cosa succede dietro le quinte e come funziona questo ruolo bellissimo del doppiatore e dell’artista?

Evito di rivedere qualunque cosa io faccia. Sono un autocritico eccessivo nel senso che rischio di farmi male. Critico profondamente la mia performance, per me tutto è migliorabile, tutto è perfezionabile e non sono mai soddisfatto di niente. All’inizio guardavo alcuni risultati per cercare di capire che cosa ne potesse uscirne fuori e se potessi fare dei miglioramenti. Poi l’autocritica ha iniziato a diventare talmente forte da crearmi dei disagi che non mi scrollavo più di dosso e quindi ho smesso di guardare , ascoltare quanto produco se non in casi eccezionali se è un prodotto che piace agli amici e quindi si va al cinema insieme e cerco di essere esente da critiche troppo offensive.

Chi dovesse intraprendere la tua stessa carriera quali passi dovrebbe fare e soprattutto c’è qualche segreto ?

Per chi volesse intraprendere questo mestiere sono tempi duri perchè c’è una assoluta segretezza. Segretezza nata con l’avvento delle piattaforme streaming come Netflix, Amazon , Team Vision , Disney Pleace e via discorrendo. Attraverso l’uso di internet si incappa in quello che è lo spoiler cioè l’anticipazione della trama di un prodotto. Quindi essendoci questo rischio non è più possibile- rispetto a un tempo- chiamare la società , assistere a un turno di doppiaggio e chiedere i provini. Di conseguenza rispetto a un tempo è più difficile farsi conoscere, è difficile ottenere dei provini, è tutto molto più complicato e dietro le quinte è questo: un mestiere chiuso , complicato , dove spesso anche noi abbiamo nomi farlocchi in fattura perchè sui video giochi in particolar modo non dobbiamo sapere a cosa stiamo lavorando. Pensate che del video gioco vediamo solo l’onda sonora, si sente il contesto e pensiamo come ripercorrerlo. Su qualche film di grande produzione si ha il video del tutto oscurato, si vede solo l’attore che stiamo doppiando. E’ un mestiere di fino. E’ artigianato che va preso con tecnica , pazienza “rubando” un po’ dalle tecniche degli altri ed è tutto molto veloce, molto immediato. Cambi un ruolo nella giornata più volte e di conseguenza può essere provante.

Un tuo messaggio a tutti i giovani…..

A tutti i giovani io mi sento dire una cosa: ” Abbiate il coraggio di tentare nella vostra vita. Vedo tanti ragazzi che si rassegnano a quel che capita nella vita, a quello che la famiglia vuole, a quello che sono le scelte degli amici per sentirsi meno soli. Abbiate il coraggio di avere fame, di sognare , di sognare anche in grande per carità però buttatevi perchè se no state buttando il vostro tempo e il tempo non ve lo restituirà nessuno. Quindi sognate contro tutto , contro tutti ma siate sognatori per realizzare così nella vita i vostri progetti.

Ringraziandoti ancora.. per noi ” curiosoni ” vi è qualche progetto che state intraprendendo?

Sono molteplici ma il discorso privacy ci lega le mani e quindi ahimè anche legalmente non posso sciogliermi.

E su queste note rimanendo con la curiosità ma allo stesso tempo felici di aver conosciuto questo bel mestiere vi diamo appuntamento al nostro prossimo incontro.

Emanuele Dondolin – Direzione-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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