IUS SCHOLAE: COS’E’ E COME FUNZIONEREBBE Ce ne parla il nostro avvocato Filippo Vallini

Se si vuole accendere un dibattito politico in Italia e portarlo alle stelle, basta parlare di immigrati
e della possibilità di aprire loro qualsiasi porta che conduca all’integrazione nella nostra società.
Qualche anno fa, successe con lo ius soli, cioè con la possibilità di riconoscere a determinate condizioni la cittadinanza italiana ai bambini nati nel nostro Paese da genitori stranieri. Volarono i coltelli da uno schieramento all’altro e il risultato è che oggi la normativa concede il privilegio della cittadinanza italiana ai neonati solo in circostanze molto limitate. La polemica più recente, che ha infiammato di nuovo gli animi nel Centrodestra, riguarda, invece, lo Ius scholae: che cos’è?
In questo caso, si parla di un provvedimento che potrebbe consentire ai minori stranieri di ottenere la cittadinanza italiana, sempre a certe condizioni legate in questo caso non solo – o non tanto – alla nascita quanto al loro percorso scolastico
Ius scholae: quali requisiti?
Secondo il testo sullo Ius scholae pronto per essere dibattuto dall’Aula della Camera,
la cittadinanza italiana può essere acquisita da:
• il minore nato in Italia da genitori stranieri;
• il minore straniero che ha fatto ingresso in Italia prima di compiere i 12 anni di età.
Il requisito della minore età viene considerato al momento della presentazione della richiesta di
cittadinanza. Il bambino o ragazzino deve avere la residenza legale in Italia e deve aver frequentato regolarmente nel nostro Paese per almeno cinque anni:
• uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione;
• oppure percorsi di formazione per il conseguimento di una qualifica professionale.
Se il percorso fatto riguarda la scuola primaria, viene richiesta una positiva conclusione del ciclo.
Ius scholae: come bisognerà presentare la domanda di cittadinanza?
Sempre secondo il testo dello Ius scholae al vaglio del Parlamento, per ottenere la cittadinanza italiana di uno dei minori aventi diritto occorre una dichiarazione di volontà espressa in tal senso entro il compimento dei 18 anni dell’interessato. La dichiarazione va fatta da un genitore legalmente residente in Italia o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello Stato
civile del Comune di residenza del minore.
Nel caso in cui non venga fatta questa dichiarazione di volontà, l’interessato può presentare richiesta di cittadinanza sempre all’ufficiale di Stato civile del Comune di residenza entro due anni
da quando ha compiuto i 18 anni.
Nello stesso periodo di tempo, cioè prima di compiere i 20 anni, nel caso in cui l’interessato avesse ottenuto la cittadinanza, potrebbe rinunciare al passaporto italiano se ne avesse uno di un altro Paese.

Avv.Filippo Vallini

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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