#storia&turismo. Vida Vialardi racconta il borgo storico del Pacentro in Abruzzo.

Borgo in provincia dell’Aquila con la particolarità di avere molte dimore nobiliari, piccole residenze con
facciate in pietra. Do origini incerte, probabilmente risale al VIII secolo in un atto di donazione al Monastero
di San Vincenzo di Volturno da parte dei Duchi di Spoleto.


Domina il Castello di Caldora che era in origine a pianta triangolare e fu costruito tra il X e il XI secolo per difendere il borgo dai Saraceni e dai Normanni. Quando nel XV secolo il Castello passò in mano ai Caldora e poi ai Cantelmo, venne ampliato con l’ aggiunta delle torri e dell’ala residenziale. Gli Orsini fecero erigere le torri cilindriche a protezione di quelle quadrangolari. Le due torri più alte hanno eleganti merlature, mentre
i due torrioni mostrano feritoie. Tutto il Castello è circondato da un ampio e profondo fossato.
Appena più in basso nella piazza con la fontana settecentesca, ornata di balconcini in ferro battuto, si trova
la Parrocchia di Santa Maria Maggiore del tardo Cinquecento. Con una splendida facciata in pietra risale al
1603 è arricchita da una meridiana e al suo interno custodisce dei battenti intarsiati con pannelli figurati.


Merita una visita la Chiesa dell’ Immacolata con il suo Convento dei Minori Osservanti (1589) il cui chiostro
è decorato con affreschi del Settecento; la Chiesa di San Marcello fondata nel 1047, ma rifatta nel 1166 ed è la più antica del borgo; nei pressi si erge l’Eremo di San Onofrio risalente al 1264 che poggia sul monte roccioso fondato dai Benedettini; la Badia Marronese è un grande complesso abbaziale a pianta
rettangolare con tre cortili ed imponenti torri, risalente alla seconda metà del XIII secolo. Con l’arrivo del nuovo papa si edificò la Chiesa dello Spirito Santo con annesso un convento che venne poi ampliato da Carlo II d’ Angiò nel 1299; fu abbellito nel Cinquecento e ristrutturato dopo il terremoto del 1706.

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