L’Opinione Sportiva di Stefano Villa. Marc Marquez & l’ennesimo stop: siamo al canto del cigno?

del giornalista Stefano Villa-Redazione

Il pilota spagnolo è stato costretto a fermarsi per una nuova operazione, la quarta, al braccio destro. Un calvario che sembra non avere fine e che potrebbe portarlo a considerare l’opzione ritiro. 

Marc Marquez si ferma ancora una volta, un leit motiv che sta accompagnando le ultime stagioni dell’otto volte campione del mondo in maniera inesorabile, quasi beffarda per la sua ripetizione nel tempo. 

L’omero destro, infortunato per la prima volta il 19 luglio 2020 nel Gran Premio di Jerez, continua a dare problemi al numero 93. Un dolore lancinante che non gli consente di esprimersi al meglio nelle corse, sia per l’impossibilità di sfruttare in toto il suo estro motociclistico ma anche e soprattutto per la mancanza di forza, decisiva per reggere i ritmi di una stagione massacrante come quella della MotoGP.  

Importante non forzare, come invece accaduto nelle occasioni precedenti, i tempi di recupero. 

Tornare prima del previsto gli è già costato molto caro in passato e un nuovo rientro a tempo di record sarebbe deleterio per lui, per la Honda e per tutti gli appassionati di motociclismo che perderebbero tanto in termini di talento e spettacolarità su due ruote. 

Non solo. Oltre al braccio destro Marquez deve fare i conti con la diplopia, una malattia che colpisce la vista e per la quale quando si guarda un oggetto lo si vede doppio, non proprio quello che si augura un pilota che deve guidare un bolide a quelle velocità. 

Un problema serio, peggiorato negli anni per le numerose cadute che hanno contraddistinto la sua carriera e che imporrebbero uno stile di guida più morigerato, anche se il pilota spagnolo è uno spettacolo per gli occhi quando affronta le curve con la fame giusta, quella che l’ha portato sul tetto del mondo per otto volte.

Il decimo posto conquistato al Mugello lo scorso 29 maggio dovrebbe essere l’ultimo risultato del pilota della Honda per la stagione 2021/22. La speranza è che questo non sia anche il canto del cigno di uno dei piloti più forti, vincenti e spettacolari degli ultimi trent’anni.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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