#storia&turismo. Il Viaggio del nostro Luca Roverselli in Croazia

Gli Illiri abitavano la regione della Croazia già prima del II Secolo a.C. e la regione cadde sotto il controllo dei Romani proprio all’inizio di quel secolo. L’area geografica compresa tra i fiumi Sava e Danubio divenne così la Provincia Pannonia e la parte occidentale della penisola balcanica fu la Provincia Illiria. Durante i primi secoli dell’Era cristiana la regione subì le invasioni di una tribù germanica che fu in grado di influenzare gli eventi all’interno del tardo Impero Romano. Si tratta degli Ostrogoti che riuscirono a sconfiggere l’autorità romana di quel periodo, Odoacre. Una concatenazione di eventi che hanno luogo nel V Secolo d.C. fanno sì che il suo regno sia considerato dagli storici come il momento nel quale cade l’Impero Romano d’Occidente e inizia il Medioevo.

il parco naturale dei laghi di Plitvice

A dire il vero i fatti sono quantomeno controversi per il fatto che il reggente dell’Impero, Romolo Augusto, nella fatidica data del 476  d.C. fu sì deposto da Odoacre, re di una popolazione germanica, gli Eruli ma contemporaneamente egli fu riconosciuto però come patrizio d’Occidente dall’Imperatore romano d’Oriente allora in carica.. Quindi qualcosa non quadra perché nel 480 fu proprio Odoacre a rappresentare l’Impero d’Oriente, alla morte del reggente orientale ed era quindi a tutti gli effetti al governo dell’Occidente romano. Non esistono infatti documenti a Costantinopoli che riconoscano la caduta dell’autorità romana in Occidente. Intorno al IV Secolo un’alleanza di alcune tribù nomadi asiatiche, note storicamente come Avari, compì numerose incursioni in quelle terre ma i Romani furono in grado di ristabilire temporaneamente la loro sovranità.

la suggestiva isola Dugi Otok

Nei secoli immediatamente successivi i Croati, una popolazione di etnia slava che ha origine nei territori dell’attuale Ucraina, occupa la regione e vi si stabilisce. In quell’ampia area geografica che era contesa tra l’Impero carolingio e l’Impero bizantino, si formò il Principato della Croazia Dalmatica e nel X Secolo il suo reggente, il principe Tomislao I estese il suo dominio ad integrare nelle sue terre l Principato della Croazia Pannonica, costituendo nel 925 un nuovo regno unificato che prese il nome di “Regno di Croazia e Dalmazia”. Nel 1527 la Croazia subì la possente ascesa della Dinastia degli Asburgo e il suo regno fu assorbito dall’Impero Asburgico.

la bella capitale di Zagabria

A cavallo degli stessi secoli alcune terre marittime della regione croata furono possedimenti della Repubblica di Venezia a partire dal 1409 e furono chiamati dai veneziani “Stato da Mar”. Negli anni nei quali si tentò di ridisegnare la cartina dell’Europa e di ripristinare l’Ancien régime i lavori del Congresso di Vienna svoltisi tra la fine del 1814 e il giugno del 1815 l’Istria si trovò a far parte dell’Impero Asburgico.

la piccola perla di Albona

Con il XX Secolo, dopo il primo conflitto mondiale e in seguito al trattato di Versailles, la Croazia-Slavonia e la Dalmazia entrarono a far parte di un regno unificato che comprendeva Serbi, Croati e Sloveni, denominato a partire dal 1929 Regno di Jugoslavia. L’Istria e la città di Fiume passarono invece sotto il controllo del Regno d’Italia e la geografia politica di quella regione rimase in questo assetto fino alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1941 la Croazia, pur essendo uno stato indipendente fu soggetto al controllo dell’Asse italo-tedesco e il suo governo collaborazionista era presieduto da Ante Pavelic che aveva fondato il movimento fascista degli Ustascia e fu dittatore dell’autoproclamato Stato indipendente di Croazia con il titolo di Poglavnik (Guida). Al termine del conflitto la nazione divenne una Repubblica spostandosi nell’orbita sovietica e fece parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia assumendo il nome di Repubblica Popolare di Croazia. Dal 1963 il Paese, sotto la presidenza del Maresciallo Tito, prese il nome di Repubblica Socialista di Croazia. L’Istria divenne territorio jugoslavo già dopo la fine della guerra e fu suddiviso tra Slovenia e Croazia. Verso la fine degli anni ‘60 il paese fu attraversato da moti nazionalisti che furono però repressi dalle autorità centrali jugoslave.

la pittoresca città croata di Ragusa

Dopo la morte di Tito avvenuta negli anni ‘80 il Paese attraversò una profonda crisi economica e la Lega dei Comunisti di Jugoslavia conobbe una serie di conflitti interni e in quella situazione riemersero pressanti richieste di autonomia da parte delle delegazioni slovene e croate. La delegazione serba, guidata da Slobodan Milosevic era di orientamento opposto e i delegati sloveni e croati abbandonarono per la prima volta il congresso del partito nel 1990. L’anno successivo furono proprio la Slovenia e la Croazia le prime unità politiche a proclamare la loro indipendenza. Subito molti Paesi riconobbero la dignità di Stato alle due nuove entità, tra cui il Vaticano, l’Austria e la Germania. Nonostante ciò la Slovenia e la Croazia dovettero combattere una guerra di indipendenza tra il 1991 e il 1995 contro l’esercito jugoslavo che era allora a guida serba. Dopo la democratizzazione del Paese, avvenuta nel 2000, la Croazia à meta di un variegato turismo che spazia attraverso i più diversi generi di intrattenimento e di attività. Sicuramente una grande parte dei turisti che visitano la Croazia passano le loro vacanze tra Sole e mare in qualcuna delle magnifiche spiagge che offrono le coste del Paese.

lo splendido Parco nazionale di Kornati

Alcune località balneari hanno una presenza scenica più che suggestiva e permettono di vivere emozioni uniche ed indimenticabili. Ma poi ci sono le avventure outdoor che ci immergono in una natura che pare appartenere ad un Paese lontano nel tempo e nello spazio, quasi si trovasse all’altro capo del mondo. Qui è possibile ogni genere di sport all’aperto e gli amanti delle immersioni subacquee, del rafting o della vela possono trovare luoghi e ambienti naturali in grado di regalare alla loro esperienza sportiva il fascino di un ambiente unico. La Croazia offre a questo proposito ben otto Parchi nazionali e dieci Parchi naturali. E poi c’è il fascino delle sue città. Dubrovnik, detta anche Ragusa in Italiano, è un luogo splendido, con la sua falce di tetti color terracotta che si incastonano in un Mare Adriatico di un azzurro intenso.

ricostruzione del palazzo di Diocleziano a Spalato

La città che ha subito nel corso della sua storia una lunga serie di assedi da parte dei Saraceni e poi da Napoleone e infine ha conosciuto la guerra del 1991- 92, oggi è percorsa dalle più miti scorrerie di migliaia di crocieristi che provengono da tutta Europa. Le destinazioni come la Capitale Zagabria o la suggestiva Spalato offrono l’imponenza di monumenti bizantini e romani che conservano tra le loro antiche mura la presenza dello spirito di quei popoli che in un lontano passato li hanno realizzati.

rovine romane in Croazia

L’intreccio dei tempi che costituiscono la nostra storia sono qui visibili e palpabili, con le ardite forme delle Cattedrali che si intersecano con i tempi più remoti rappresentati dalle vestigia che ha lasciato la cultura dell’antica Roma.

splendida spiaggia dell’Isola Brac

Una parte di tutto ciò è ancora presente in quegli antichi spazi e lo spirito di quelle genti vive ancora ogni volta che i loro siti vengono visitati. Una piccola cittadina, quasi un borgo che si incastona come una gemma in un paesaggio dominato dal verde smeraldo dei suoi rigogliosi boschi, è la cittadina di Albona. I vicoli che la percorrono sono gli stessi da secoli ed è un luogo ideale per chi cerca uno squarcio di vita d’altri tempi e ama esplorare la natura senza dover scegliere gli itinerari prefissati dai programmi turistici convenzionali.

una bella immagine di Rovogno

La cittadina può così svolgere la funzione di pittoresco campo base per le varie escursioni che si desidera intraprendere.

una spiaggia di Dubrovnik

Ma in Croazia operano anche le industrie che basano la loro attività sulla trasformazione delle ricchezze naturali presenti sul territorio. Quindi vari centri industriali sono specializzati nel campo della lavorazione siderurgica e chimica.

Una particolare estensione nel paese è stata raggiunta inoltre all’industria che si occupa della lavorazione del legno in tutta la catena di produzione che da esso deriva, per giungere alla realizzazione di mobili o alla produzione della carta.

Luca Roverselli-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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