#storia&turismo. Viaggio di LucaRoverselli in Tunisia

#storia&turismo. Rubrica I Viaggi e le Memorie Storiche

uno scoecio della Medina di Tunisi.jpg

Le regioni della Tunisia furono abitate dall’uomo fino dai lontani tempi del paleolitico, ancora prima che si verificasse la rivoluzione neolitica che rappresentò un punto fondamentale di svolta nell’evoluzione della società umana, portando con sé la nascita dell’agricoltura.

una ricostruzione grafica di Cartagine.jpg

Quindi parliamo di insediamenti che esistevano già in un tempo anteriore ai 12.000 anni fa. La storia di quei popoli nasce però alcuni millenni più tardi quando nell’814 a.C. fu fondata, sulle sponde del Mar Mediterraneo, la città di Cartagine. Il nucleo urbano, abitato dai Fenici, accresce rapidamente la sua importanza commerciale e militare e in breve tempo si sviluppa a tal punto da poter conquistare l’indipendenza dalla madrepatria, espandendo le sue arre di influenza ed accrescendo la sua popolazione che nel momento di massimo splendore giungeva a contare circa 4.000.000 di residenti entro le aree geografiche del suo dominio. Cartagine giunge ad esercitare la sua influenza e il suo controllo su gran parte del Mediterraneo occidentale, fino a far percepire nettamente la sua influenza anche sulle terre bagnate dal Mar Tirreno. Intorno al III Secolo a.C. Roma è chiaramente preoccupata per l’evolversi degli eventi che potrebbero provocare un’instabilità nella sua economia che di riflesso potrebbe portare all’indebolirsi delle sue stesse Istituzioni.

una scena di Star Wars a Tataouine.jpg

Per un tempo molto lungo, durato alcuni secoli le due potenze mantennero in effetti un atteggiamento di reciproca non interferenza e la situazione prese forma ufficiale in quattro storici trattati tra Roma e Cartagine, firmati tra il 509 e il 279 a.C. Ma l’atteggiamento dei cartaginesi manifestava un chiaro sentimento di superiorità nei confronti della reale forza di Roma e la situazione precipitò poco dopo l’ultimo trattato firmato con la potente città mediterranea. Per questi motivi fra il III e il II Secolo a.C. ci furono tre guerre combattute tra le due potenze militari che si contendevano il dominio del Mare Nostrum (il Mediterraneo) che sono note come “guerre puniche”.

ricostruzione sperimentale di una balista romana.jpg

Roma, forte dei suoi eccellenti strateghi militari, mise in campo una serie di artifici tecnici in grado di conferire alle sue milizie, abituate al combattimento su terra, un vantaggio tattico di portata storica per affrontare gli scontri navali condotti in mare aperto contro un avversario abituato a destreggiarsi sull’acqua.

ricostruzione pittorica di una quinquireme romana.jpg

Le navi romane disponevano infatti di una possente prua a rostro, capace di speronare la carena delle unità navali nemiche fornendo altresì un solido punto di presa che era in grado di trattenere la nave avversaria legandola in modo abbastanza stabile con l’unita romana. A questo punto veniva gettato un solido ponte levatoio tra le due navi e i fanti di marina in forza alle truppe dell’Urbe potevano in tal modo combattere con continuità di terreno tra nave e nave. Oltre a ciò i Romani disponevano anche di efficaci armi offensive.

onagro romano.jpg

Le sue maggiori unità da battaglia, le quinquiremi erano molto possenti, con una lunghezza di 50 metri, un dislocamento (massa effettiva della nave) di 400 tonnellate e un equipaggio di 470 uomini di cui 300 vogatori, 50 marinai e 120 fanti, disponevano di una torretta con esperti arcieri, oltre di altre armi ad alto potere offensivo. Una era la balista, una sorta di grande balestra che poteva lanciare a notevole distanza grappoli di pietre oppure pesanti dardi in grado di realizzare gittate notevoli. L’altra arma strategica era l’onagro: una macchina da lancio che presentava la caratteristica struttura a bilancia e permetteva di scagliare a distanze considerevoli proiettili ad azione cinetica di notevole massa, oltre a poter lanciare all’occorrenza anche proiettili incendiari. I conflitti hanno così inizio nel 264 a.C. e terminano con l’invasione capitolina delle terre cartaginesi avvenute nel corso del 146 a.C. Roma arriva sulle sponde africane con 80.000 fanti e 4.000 cavalieri.

la splendida e fiabesca Sidi Bou Said.jpg

All’arrivo di quelle ingenti forze militari Cartagine si arrende inviando 300 ostaggi scelti fra gli adolescenti della nobiltà locale e gli ambasciatori sono costretti ad accettare le condizioni di resa poste dai Romani. La cultura proveniente dalla città capitolina portò con sé anche l’influenza del Cristianesimo e ai tempi di Tertulliano, intorno al 200 d.C., la Chiesa romana appare già notevolmente organizzata nelle aree della Tunisia. La Chiesa sviluppatasi nelle regioni nordafricane diede i natali ad imponenti personalità della teologia e della cultura di lingua latina. Oltre a Tertulliano e Cipriano abbiamo l’importante opera filosofica di Agostino d’Ippona, vissuto tra il 354 e il 430 d.C., che fu il primo filosofo a porsi il problema della nascita del tempo e della sua controparte che ci appare estesa: lo spazio. Egli concluse che queste categorie fisiche si formarono solo al momento della creazione del mondo.

le lunghe spiagge di Hammamet.jpg

Concetto valido ancora oggi e che ha condotto allo scenario cosmologico del Big Bang. In questo scenario appunto, tempo e spazio esistono solo a partire da quell’evento il quale avviene quindi prima del tempo e non consiste in un’espansione della materia e dell’energia in uno spazio ed un tempo preesistenti. Nel VII Secolo inizia poi l’influenza araba che giunge su quei territori portando la sua nuova religione, l’Islam.

le rovine di Cartagine.jpg

Ad essi furono necessarie sei spedizioni, condotte tra il 647 e il 702, per piegare la resistenza bizantina e potersi insediare stabilmente nell’area geografica dell’attuale Tunisia. Poi nel XII Secolo tutta la regione cadde sotto il dominio degli Almohadi, tribù berbere provenienti dal Marocco e dall’Algeria. Poi ancora varie concatenazioni di eventi conducono i turchi ottomani a realizzare gradualmente la conquista di quelle città e di quei territori, che si compie nel 1574.

la grande Moschea di Sousse.jpg

Gli Ottomani furono però sempre in numero piuttosto scarso e perciò dovettero delegare il potere amministrativo a notabili locali che via via erosero parte del controllo all’autorità della madrepatria. Nel 1881 la Tunisia diviene protettorato francese anche se formalmente venne retta dai governatori tunisini – Bey – fino al 1956. Una vigorosa resistenza anticoloniale accompagnò tutti i 75 anni del giogo francese sulle terre tunisine e finalmente il 20 marzo del 1956 la Tunisia viene dichiarata indipendente. Nel luglio del 1957 viene poi proclamata la Repubblica. Il Paese offre oggi una varietà di attrattive impensabile per chi non conosce la ricchezza della sua storia e della sua cultura. Si va dagli insediamenti dell’età della pietra presso l’oasi di Kebili, fino alle straordinarie forme di Matmata, uno scenario talmente suggestivo che fu scelto per alcune riprese dagli sceneggiatori di “Star Wars”. E poi ci sono le gloriose rovine della grande Cartagine. Visitarle sarà come immergersi e vivere nell’epico ambiente delle Eneide di Virgilio.

il villaggio berbero di Matmata comparso in Star Wars.jpg

Lo spettacolo del deserto da cui emergono come miraggi oasi e villaggi è un’altra delle caratteristiche scenografie che è possibile vedere vivere in questa terra tra mare e sabbia. E ancora la città di Tunisi che propone ai visitatori un intreccio di cultura franco-araba che vive ancora oggi nelle forme e nei colori con cui si mostrano le sue strade e i suoi edifici. Il fascino della sua Medina rende ancora percepibile quel tempo e quelle vicende che trovarono lì la loro presenza storica molti secoli fa. Le sue località marittime, accoglienti e temperate, sono meta di un turismo che cerca il relax da vivere in una cornice esotica ma senza privarsi di tutti i comfort che si potrebbe avere viaggiando in una grande città. Una località certamente affascinante, a soli 20 chilometri da Tunisi, è Sidi Bou Said, chiamato “Il paradiso Bianco e Blu”, che deriva il suo soprannome dalle casette bianche e blu che punteggiano il paesaggio. Una grande ed importante città che vale la pena di vedere è Sousse (Susa) che unisce la presenza di una varietà di parchi acquatici e di divertimento ad una fierezza storica e culturale che si può ammirare nella sua Medina, patrimonio dell’UNESCO e nella sua celebre Moschea. E ancora la celeberrima e rinomata spiaggia di Hammamet, nota anche per le sue acque termali. Tataouine è l’antica città della Tunisia, sede delle tradizioni e degli esempi più significativi dell’architettura berbera ed è nota come “La porta del deserto”. L’aspetto di una suggestione quasi aliena che coinvolge queste terre è davvero formidabile. Infatti anche Tataouine compare nelle scenografie di “Star Wars” per le scene ambientate su di un pianeta al quale è stato dato il nome stesso di quella località.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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