ALLA SCOPERTA DI CARLOS ALCARAZ

Rubrica : L’opinione sportiva

Il nuovo giovane prospetto del tennis mondiale ha già scomodato paragoni illustri. Un bene o un male per la sua carriera?

Carlos Alcaraz, un nome che fino alle 18 di venerdì scorso diceva poco o nulla, ma da qualche giorno il suo nome è sulla bocca di tutti gli amanti del tennis mondiale.


Il tennista spagnolo classe 2003 è riuscito nell’impresa di superare q Madrid l’idolo della sua infanzia, quel Rafa Nadal che non perdeva da anni sulla terra rossa e che si è arreso in tre set al giovane connazionale, già capace di entrare nei primi dieci posti della classifica ATP a soli 19 anni (compiuti proprio questa settimana), un qualcosa che capita solamente ai predestinati, a quelli che hanno qualcosa di veramente speciale che li rende unici nel loro genere.
Prima di ogni partita, per sua stessa ammissione, ascolta la colonna sonora di Rocky III, l’immortale ‘Eye of the Tiger’ dei Survivor che nel film del 1982 dà a Sylvester Stallone-Rocky Balboa l’energia necessaria per avere la meglio su Mr.t-Clubber Lang. 

Ecco, nei suoi primi mesi sui campi di tutto il mondo Carlos Alcaraz ha dimostrato di possedere “Gli occhi della Tigre”, quello spirito da guerriero indomito che gli ha permesso di recuperare partite che sembravano in salita con determinazione e tanto cuore, come solo i più grandi sanno fare.
La terra rossa è il suo terreno di caccia preferito, il che ha portato molti addetti ai lavori e non solo a paragonarlo proprio a Sua Altezza Rafa Nadal, il maiorchino che da vent’anni continua a costruire la sua leggenda.
E qui sorge spontanea una domanda: è giusto mettere ulteriore pressione sulle sue giovani spalle?


Per chi scrive la risposta è un secco e convinto no, al momento per lui è meglio evitare scomodi acccostamenti che potrebbero essere controproducenti, addirittura fatali per la sua crescita. Non basta una vittoria, seppur estremamente convincente, per paragonarlo a Nadal.
È ancora presto per capire se Alcaraz potrà seguire le orme del suo illustre connazionale e degli altri grandi dell’Olimpo del tennis, ma la strada per diventare uno dei prossimi campioni sembra essere quella giusta. Ora tocca a lui dimostrare di avere talento, continuità e testa sulle spalle. Buona fortuna!

Stefano Villa-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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