Così a giugno “don Salam Faragalla” si era stabilito nella parrocchia di *Santa Rosa da Lima*, nel quartiere *Pozzo Strada*. Per mesi ha detto messa, ha concelebrato, ha sostituito i sacerdoti in altre due chiese: *San Leonardo Murialdo* e *Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù*.
Qualcuno aveva notato uno stile particolare nel celebrare, ma lo aveva attribuito alle differenze tra il rito cattolico romano e quello della *Chiesa copta*, da cui diceva di provenire Faragalla.
Fino alla telefonata che ha fatto crollare tutto.
Un fedele ha chiamato *don Giuliano Naso*, parroco di San Leonardo Murialdo: «Diceva di aver visto la sua foto ed era sicuro che non potesse essere un sacerdote».
Partono i controlli della Diocesi e, nel giro di poche ore, emerge l’inganno.
Il 25enne di origini egiziane si era presentato sostenendo di essere arrivato a Torino per studiare al *Politecnico* e aveva mostrato documenti che attestavano un’ordinazione sacerdotale il *31 gennaio 2025*. Documenti che, contattato il vicariato egiziano, si sono rivelati falsi. Falsa anche l’iscrizione al Poli.
«Si tratta di un truffatore, lo abbiamo già allontanato e denunciato alla Procura» spiega *Alberto Riccadonna*, portavoce dell’arcivescovo *Roberto Repole*.
La Curia ha presentato denuncia per *truffa* alla Procura di Torino e ha rimosso il suo nome dal sito ufficiale della Diocesi.
Secondo quanto emerso, il giovane aveva superato anche i filtri previsti tra vicariato egiziano, Diocesi e CEI. Ora gli inquirenti dovranno chiarire se durante le messe siano state raccolte offerte e se il nome “Salam Faragalla” sia reale.
L’incredibile vicenda rischia di avere un’appendice in tribunale.
Direzione – ldb
