A Biella la scuola torna in piazza, ma ancora una volta il rischio è che le legittime questioni degli studenti vengano trasformate
nell’ennesimo pretesto per attaccare il Governo Meloni. Per la seconda volta in poche settimane il collettivo Che Polvere promuove una
mobilitazione studentesca, questa volta con l’adesione dichiarata di Alleanza Verdi Sinistra. Si parla di edifici scolastici, trasporti e costi per
le famiglie: temi importanti, che meritano risposte concrete e un confronto serio, non una rappresentazione politica costruita attorno al solito
bersaglio. Il problema non è manifestare, ma raccontare che la scuola italiana sia stata completamente abbandonata, ignorando
deliberatamente quanto è stato fatto. È una narrazione che non regge davanti ai numeri e ai provvedimenti adottati. A livello nazionale, per
l’anno scolastico 2026/2027 sono state autorizzate 61.998 assunzioni a tempo indeterminato nel comparto scolastico. Sono state inoltre
incrementate le risorse per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo, con fondi destinati anche alle famiglie in difficoltà
economica. Sul fronte dell’edilizia scolastica, il Ministro Valditara ha quantificato in oltre 5,1 miliardi di euro le risorse destinate agli edifici
scolastici dal 2022. E anche a Biella, contrariamente a quanto certa propaganda vorrebbe far credere, esistono interventi e decisioni
amministrative che meritano di essere raccontati. L’amministrazione guidata dal sindaco Marzio Olivero ha messo in campo misure concrete
a sostegno degli istituti e delle famiglie. Il 28 ottobre la Giunta comunale ha approvato uno stanziamento di 30.000 euro, destinato agli
istituti comprensivi San Francesco d’Assisi, Biella II e Biella III per l’acquisto di arredi scolastici e il sostegno alle attività previste dai rispettivi piani dell’offerta formativa.
A questo si aggiungono il sostegno al trasporto scolastico degli studenti con disabilità e privi di autonomia, con contributi fino a 1.500 euro per studente, e le iniziative realizzate presso la scuola XXV Aprile di Chiavazza, dove sei alberi di melograno sono stati trasferiti per
contribuire alla creazione di uno spazio educativo all’aperto. Sul fronte della mobilità, nel 2026 l’abbonamento mensile per gli studenti è pari a 10,50 euro, contro i 37,50 euro della tariffa ordinaria.
Sono interventi che riguardano direttamente la vita quotidiana di studenti e famiglie. È questo il livello sul quale si misura
un’amministrazione: sostenere gli istituti, agevolare l’accesso ai servizi, destinare risorse alle necessità delle scuole e intervenire sul territorio. L’amministrazione Olivero non ha bisogno di manifestazioni celebrative per dimostrare il proprio impegno: sono gli atti e le misure adottate a parlare. E chi contesta ha il dovere di confrontarsi anche con questi risultati, anziché comportarsi come se a Biella non fosse stato fatto nulla.
Anche la Provincia di Biella ha portato a termine importanti interventi di edilizia scolastica attraverso i fondi PNRR: quasi 13,5 milioni di euro complessivi per dieci interventi, sei dei quali riguardano direttamente gli istituti scolastici del territorio. Tra questi figurano la realizzazione della nuova palestra dell’IIS Cossatese e Valle Strona, gli interventi al Liceo Avogadro e i lavori sulle palestre degli istituti Quintino Sella e G. e Q. Sella. Risultati da riconoscere, distinguendo correttamente le responsabilità dei diversi enti.
E proprio a chi sostiene di battersi per il mondo della scuola rivolgo una domanda: la CGIL con quale coerenza pretende oggi di impartire lezioni al Governo? Il 23 dicembre 2025 la FLC CGIL rifiutò di sottoscrivere il contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2022-2024,
giudicandolo insufficiente. Pochi mesi dopo, il 1° luglio 2026, ha firmato la parte economica del rinnovo 2025-2027.
La CGIL dovrebbe spiegare ai lavoratori che cosa sia cambiato tra una firma negata e una firma concessa. Quali condizioni erano
inaccettabili nel dicembre 2025? Quali sono diventate accettabili nel luglio 2026? E quali risultati concreti sono stati ottenuti per docenti e personale ATA? Prima di presentarsi come giudice delle politiche scolastiche del Governo, dovrebbe chiarire ai propri iscritti le ragioni delle proprie scelte contrattuali. La tutela dei lavoratori si misura soprattutto con i risultati ottenuti, non con gli slogan.
E poi c’è AVS, che propone di destinare 5 miliardi di euro all’anno alla scuola attraverso una riduzione delle spese militari. Una proposta politica che può essere discussa, ma che non dimostra affatto che il Governo Meloni abbia abbandonato l’istruzione. Le risorse per le assunzioni, i libri di testo e l’edilizia scolastica sono documentate. Non si può pretendere di costruire una contrapposizione tra scuola e
sicurezza nazionale ignorando gli investimenti già previsti e le misure già adottate. Il confronto dovrebbe svolgersi sui contenuti, non sulla cancellazione selettiva dei fatti.
Il sostegno politico di AVS alla mobilitazione conferma quanto questa protesta abbia assunto una dimensione che va oltre le rivendicazioni scolastiche. Gli studenti meritano di essere ascoltati, non utilizzati come strumento di propaganda.
Dall’altra parte, invece, va in scena il solito spettacolo: si marinano le lezioni di venerdì, si impugnano bandiere palestinesi, si intonano slogan contro il Governo e si torna a casa convinti di aver cambiato il mondo. Peccato che, una volta ripiegati gli striscioni e spenti i megafoni, nelle scuole non sia cambiato assolutamente nulla. Nessuna aula ristrutturata, nessun insegnante assunto grazie al corteo, nessun
trasporto reso più accessibile. E soprattutto nessuna proposta capace di confrontarsi seriamente con i numeri e con gli interventi già realizzati.
È fin troppo facile fare i rivoluzionari per una mattinata, soprattutto quando il prezzo da pagare è qualche ora di lezione. Molto più difficile è amministrare, investire e assumersi responsabilità. È proprio su questo terreno che si misura la differenza tra chi governa e chi si limita aprotestare.A chi ha scambiato un venerdì senza scuola per una giornata di rivoluzione, resta una domanda: lunedì, oltre alle foto sui giornali locali cosa sarà rimasto?
Francesco Nicolini
Segretario Provinciale Gioventù Nazionale Biella
