Ecco la storia di un campione che ha lasciato un’impronta indelebile nell’atletica leggera.
La maglia bianca con strisce verdi e il numero 76 sul petto. La medaglia d’oro al collo. I momenti di concentrazione e la corsa di avvicinamento, con i salti e quel balzo incredibile oltre l’asta orizzontale. Un centimetro più in alto di una porta da calcio. Salamanca, 27 luglio 1993: 2,45 metri. Il record del mondo. Firmato Javier Sotomayor.
Trent’anni dopo, rivedere quelle immagini è ancora emozionante. Nessuno, dopo di lui, è riuscito a fare meglio. Quel pomeriggio, in Spagna, l’atleta cubano ha stabilito un primato storico, superando il suo stesso record mondiale.
Un mito dell’atletica leggera, Sotomayor è considerato il più grande saltatore in alto di tutti i tempi. La sua carriera ultraventennale è stata legata indissolubilmente alla sua Cuba e al mito della Rivoluzione.
Oggi, a 59 anni, Sotomayor vive tra Guadalajara e L’Avana. Suo figlio Jaxier, campione di Spagna under 18, potrebbe essere il prossimo a seguire le orme del padre. In Spagna, Sotomayor allena anche una ragazza spagnola, mentre a Cuba lavora con la Federazione di atletica leggera.
La sua storia è anche quella di un paese, Cuba, e della sua passione per lo sport. Sotomayor è un simbolo di quella passione e di quell’impegno. Il suo record del mondo è ancora imbattuto, ma la sua eredità va oltre il mondo dell’atletica.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: JAVIER SOTOMAYOR, IN VOLO VERSO L’ECCELLENZA
