Dopo il forfait a Pechino, il numero uno del mondo resta fermo per il problema al ginocchio destro. La chirurgia è sul tavolo ma resta una strada remota.
Il rientro di Jannik Sinner dovrà ancora attendere. Dopo aver saltato Montreal, Cincinnati e gli US Open, l’azzurro ha annunciato anche il forfait all’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. A tenerlo fuori è sempre il fastidio al ginocchio destro.
Il problema riguarda la zona esterna dell’articolazione e, secondo le ricostruzioni giornalistiche delle ultime ore, sarebbe legato a un’infiammazione tendinea extra-articolare, ricondotta da alcuni alla sindrome della bandelletta ileotibiale, il cosiddetto “ginocchio del corridore”. Si tratta di informazioni riportate da fonti giornalistiche e non di una diagnosi formulata pubblicamente da Sinner o dal suo staff in questi termini.
Finora il percorso è stato conservativo: riposo, riduzione dei carichi, fisioterapia e lavoro specifico per permettere al ginocchio di recuperare senza forzare il ritorno.
Proprio il protrarsi dei sintomi, però, ha aperto la discussione su scenari più delicati. Tra le ipotesi prese in considerazione figura anche un intervento chirurgico, che al momento resta un’ipotesi estrema e non una decisione già presa. Al momento non risulta annunciata alcuna operazione, né è stata comunicata una decisione definitiva in questo senso: la valutazione medica resta quindi determinante.
È raro, in questi casi, il ricorso alla chirurgia, opzione da prendere in considerazione solo dopo parecchi mesi senza risultati. I prossimi controlli alla clinica e la risposta alle terapie chiariranno se si potrà aumentare gradualmente l’intensità o se l’opzione chirurgica assumerà maggiore concretezza.
Salvo sorprese, dopo Pechino salterà anche Shanghai. Il rientro è ipotizzato per il finale di stagione indoor tra Vienna, Parigi e Torino.
Luca Dal Bon – pillole sportive
Sinner, allarme ginocchio: il rientro slitta e spunta l’ipotesi operazione. Decisivi i prossimi controlli
