“Accordi” di vitaLa Via del Dono”Una persona che non conosco ha detto ‘sì’ alla donazione degli organi permettendo alla mia vita di continuare.”

Uno sconosciuto. Un volto mai visto, un nome forse mai pronunciato ad alta voce, un sì bisbigliato o forse scritto su un documento in un giorno qualunque. Eppure quel sì ha permesso a una vita di continuare a scorrere, come un fiume che trova improvvisamente un varco dove sembrava esserci solo un argine invalicabile. È questa la solidarietà silenziosa di cui parla l’AIDO, organizzazione apartitica, aconfessionale, interetnica, senza scopo di lucro, fondata sul lavoro volontario e impegnata da quasi cinquant’anni: un gesto anonimo, gratuito, che si consuma nell’ombra e produce luce.

Per raccontare questo gesto, la Sezione Provinciale di Biella dell’AIDO ha scelto di affidare le proprie parole al suono della musica, in un progetto nato dalla collaborazione con la Fondazione Accademia Perosi. Questo concerto rappresenta una delle tante forme in cui la musica può diventare solidarietà.

Sabato 12 settembre, alle tre e quarantacinque del pomeriggio, due giovani interpreti racconteranno con gli strumenti una storia non troppo distante da quella di Giancarlo: anche la musica è un dono che qualcuno consegna a uno sconosciuto seduto in platea, pretendendo in cambio, solo l’ascolto.
Giovanni Melina, violoncello, e Gabriele Anglani, pianoforte, entrambi formatisi anche tra le aule dell’Accademia Perosi, attraverseranno due secoli di capolavori cameristici. Si comincia a Bonn, 1796: un giovane Beethoven ribalta per sempre la gerarchia tra i due strumenti con la Sonata op. 5 n. 1, dove il violoncello smette di essere ombra e diventa voce che dialoga da pari, in un botta e risposta che prefigura tutta la grande stagione cameristica a venire.
Si prosegue nella Russia del 1949, dove Prokof’ev, nella Sonata op. 119, intreccia lirismo e asprezza con la lucidità disincantata di chi ha attraversato guerre e rivolgimenti: melodie ampie che si scontrano con spigoli improvvisi, in un equilibrio quasi miracoloso.
Si chiude a Vienna, 1828, con lo Ständchen di Schubert: l’ultima serenata di un compositore che sapeva di non avere più molto tempo davanti a sé, sospesa tra desiderio e presentimento, tra luce e ombra.
Tre epoche, tre linguaggi differenti, un solo filo che li attraversa tutti: il dialogo tra due voci che si cercano, si rincorrono, si completano, proprio come accade tra chi dona e chi riceve, in quello scambio silenzioso che ha permesso alla vita di Giancarlo, e di tanti come lui, di continuare a scorrere.

Un pomeriggio pensato per i giovani, e non solo, frutto della collaborazione tra AIDO — Sezione Provinciale di Biella e la Fondazione Accademia Perosi.

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