L’operazione è riuscita, ma il verdetto fa male. Kenan Yildiz si è operato oggi, 31 agosto, in Germania al piede sinistro. Frattura del quinto metatarso. Tradotto: 3 mesi fuori, rientro a novembre. Per la Juve di Spalletti è una mazzata nel giorno più delicato del mercato.
*Ciò che perdi non lo compri al mercato*
Con Yildiz non perdi un semplice esterno. Perdi l’unico che ti inventa qualcosa dal nulla. L’unico che salta l’uomo da fermo, che gioca tra le linee come un 10 vero, che accende l’Allianz con una giocata. È il talento che non si allena, quello che ti fa vincere le partite sporche. E in Europa League, dove c’è da sfondare difese chiuse, ti mancherà tantissimo.
A livello qualitativo, è insostituibile. Punto.
*Ma numericamente Spalletti può dormire tranquillo*
Se guardiamo i numeri, però, il dramma non c’è. Anzi, Spalletti ha tre carte già in mano per coprire quella fascia sinistra:
*1. Kerim Alajbegovic – Il predestinato.* Il baby che Spalletti ha blindato in prima squadra. Stesso piede, stessa fantasia. Ha personalità, non ha paura di puntare. È il momento di lanciarlo.
*2. Jérémie Boga – L’arma a sorpresa.* Dribbling, strappo, esperienza in Serie A. Se sta bene fisicamente è devastante nell’uno contro uno. È l’uomo che ti spacca la partita negli ultimi 30 metri.
*3. Nico Gonzalez – Il jolly di lusso.* In emergenza può fare tutto. Sinistra a piede invertito, destra, seconda punta. Ti dà gol, corsa e quel sacrificio che piace tanto a Spalletti.
Tre profili diversi, ma che garantiscono rotazioni fino a novembre senza dover stravolgere il piano tattico.
*La verità in pillole*
La Juve perde il suo giocatore più bello da vedere. Ma non perde la sua stagione. Può reggere, può fare punti, può andare avanti in Europa.
L’unica cosa che non deve fare è avere fretta. Yildiz torni a novembre, ma torni al 100%. Perché da novembre in poi, per puntare a qualcosa di grosso, questa Juve ha bisogno del suo numero 10.
Luca Dal Bon – Pillole Sportive per contgnews
YILDIZ KO, JUVE COL FIATO SOSPESO: GENIO PERSO, MA LA PANCHINA C’È
