COMUNICATO STAMPA“LA SICUREZZA E VIOLENZA GIOVANILE A BIELLA: PIÙ PRESIDI, PIÙ PREVENZIONE, REGOLE PIÙ SEVERE.”

Quanto accaduto nelle ultime ore in piazza Duomo e ai Giardini Zumaglini è grave e non può essere né minimizzato né
normalizzato, una rissa con coltelli, bottiglie e minacce di morte nel cuore della città, seguita poche ore dopo da una nuova
aggressione con una persona finita in ospedale, rappresenta un segnale che non può essere ignorato.
La violenza va condannata sempre, senza distinzioni di colore della pelle, etnia, religione o provenienza, chi delinque deve
rispondere delle proprie azioni.
La provenienza di chi commette un reato non giustifica la violenza e non può diventare né un alibi né un’attenuante.
Allo stesso tempo, la condanna di questi episodi deve essere rivolta ai responsabili e non può trasformarsi nella
criminalizzazione di intere comunità.
Episodi di questa gravità dimostrano che sulla sicurezza non ci si può mai permettere di abbassare la guardia.
Il lavoro portato avanti dalle istituzioni deve proseguire con determinazione, rafforzando ulteriormente gli strumenti di
prevenzione e contrasto laddove i fenomeni lo richiedano.
In questi anni il Governo Meloni ha impresso una direzione precisa sul tema della sicurezza, introducendo nuove norme e
strumenti per contrastare la violenza, la criminalità e il degrado e rafforzando il principio secondo cui chi delinque deve essere
chiamato a rispondere delle proprie azioni.
È una linea che va sostenuta e, se necessario, ulteriormente rafforzata.
Allo stesso modo, va riconosciuto il lavoro dell’Amministrazione comunale nell’affrontare il tema della sicurezza e le criticità
presenti sul territorio.
La sicurezza, però, non è una partita che si chiude con un singolo provvedimento: richiede attenzione costante e la capacità di
adeguare le risposte alla realtà.
Un ringraziamento sincero va alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine intervenuti in piazza Duomo. Polizia di Stato,
Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale hanno risposto rapidamente a una situazione che avrebbe potuto degenerare
ulteriormente.
A chi ogni giorno e ogni notte indossa una divisa, affronta situazioni imprevedibili e mette a rischio la propria incolumità per
garantire quella dei cittadini va tutto il nostro rispetto.
Proprio per garantire loro di operare nel modo più efficace, ritengo necessario rafforzare il presidio del territorio nelle ore
notturne, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate della città.
Non semplici controlli di passaggio, ma presidi veri, visibili e continuativi, nelle zone e nelle fasce orarie maggiormente esposte.
Piazza Duomo, Giardini Zumaglini e le altre aree sensibili devono poter contare su una presenza concreta e su un
coordinamento sempre più stretto tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.
Ritengo inoltre necessario avere il coraggio di riportare al centro del dibattito il tema delle ronde notturne: presidi civici
organizzati, regolamentati e coordinati con le Forze dell’Ordine, non cittadini che si sostituiscono alla Polizia e non forme di
giustizia privata ma una presenza organizzata sul territorio può contribuire alla sorveglianza, alla prevenzione e alla
segnalazione tempestiva delle situazioni di pericolo, sempre nel pieno rispetto delle competenze delle autorità.
Perché la sicurezza non può consistere soltanto nell’intervenire quando la violenza è già esplosa, la vera prevenzione è fare in
modo che quella violenza non inizi.
Servono inoltre controlli più serrati, un utilizzo sempre più efficace della videosorveglianza e una responsabilizzazione concreta
di chi sceglie deliberatamente di delinquere.
Le nostre piazze non possono diventare il luogo nel quale regolamenti di conti, rivalità personali o qualsiasi altra motivazione
vengono risolti con pugni, bottiglie e coltelli.
Chi sceglie la violenza deve sapere che quella scelta ha delle conseguenze.
Ma sicurezza significa anche prevenzione e responsabilità, soprattutto quando si parla di giovani ed è per questo che ritengo
fondamentale costruire una vera campagna di sensibilizzazione che parta dalle scuole e arrivi agli ambienti universitari,
coinvolgendo direttamente il mondo dell’associazionismo giovanile nelle sue diverse realtà.
Le associazioni giovanili possono avere un ruolo fondamentale perché possono parlare ai giovani con il linguaggio dei giovani,
confrontarsi con loro da una posizione anagrafica e culturale più vicina e affrontare temi come violenza, rispetto, responsabilità
e convivenza civile senza trasformarli nell’ennesima lezione calata dall’alto.
Le istituzioni devono però essere parte integrante di questo percorso, le associazioni giovanili possono parlare ai giovani con il
linguaggio dei giovani; le istituzioni devono ricordare loro che vivere in una comunità significa avere diritti, ma anche assumersi
responsabilità.
Serve quindi una collaborazione concreta tra istituzioni, scuole, università e associazioni giovanili, nella quale i ragazzi possano
essere protagonisti ma anche pienamente responsabilizzati.
Perché se vogliamo prevenire le derive di domani, dobbiamo parlare ai giovani prima che sia la cronaca a parlare per noi.
Bisogna tornare a dirlo con chiarezza: la violenza non è forza, un coltello non è uno status symbol, un’aggressione non è
coraggio e la paura degli altri non è rispetto.
Da tempo porto all’attenzione pubblica il tema delle risse, del degrado e della violenza giovanile che interessano la nostra città
e continuerò a farlo con determinazione.
Non possiamo permettere che episodi di questo tipo diventino parte della normalità.
Il vero pericolo, infatti, non è soltanto la rissa di una notte.
Il vero pericolo è abituarsi alla rissa, abituarsi alle bottiglie, abituarsi ai coltelli, abituarsi alle aggressioni e abituarsi alla paura.
Questo non può diventare il nuovo volto della nostra città.
Se la situazione lo richiede, le risposte devono diventare più severe, se i controlli non bastano, devono essere rafforzati, se i
presidi non sono sufficienti, devono aumentare e se le norme esistenti non sono più adeguate ai fenomeni che dobbiamo
contrastare, bisogna avere il coraggio di intervenire nuovamente.
La fermezza non è un eccesso quando è in gioco la sicurezza dei cittadini, è una responsabilità.
Biella deve rimanere una città nella quale una famiglia possa frequentare i Giardini Zumaglini, un ragazzo possa attraversare
piazza Duomo la sera e un commerciante possa lavorare senza dover assistere a risse, aggressioni o scene di violenza.
Le nostre piazze non sono ring, le nostre strade non sono zone franche, la libertà di vivere la propria città non può essere
subordinata alla prepotenza di chi pensa di poter imporre la propria legge.
Biella non è terra di nessuno e chi sceglie la violenza deve sapere che troverà davanti a sé uno Stato presente, istituzioni
determinate, Forze dell’Ordine sostenute nel loro lavoro e una comunità che non ha alcuna intenzione di arrendersi alla paura.

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