Arrivato quasi per caso sulla panchina dell’Arsenal nel 1996, Arsene Wenger è stato per oltre vent’anni una colonna dei Gunners e del calcio inglese.
Arsene Wenger è uno di quei tecnici che è sempre riuscito a tirar fuori il meglio dei giocatori a sua disposizione, specialmente se essi sono prospetti giovani da far maturare, per la gioia delle casse dell’Arsenal che hanno visto entrare milioni e milioni di euro per giocatori acquistati per un tozzo di pane. (“Gli eroi non nascono, si creano” è una delle sue frasi più ricorrenti).
Cesc Fabregas, Theo Walcott, Dennis Bergkamp, Thierry Henry e Robert Pires sono solo alcuni dei giocatori “creati da zero” o fatti maturare da questo francese che è andato molto vicino al record di permanenza su una panchina inglese che appartiene a Sir Alex Ferguson, uno dei più ostici e stimati avversari di Wenger, rimasto 26 anni alla guida del Manchester United (il record assoluto, apparentemente imbattibile, appartiene al francese Guy Roux che rimase 44 anni consecutivi sulla panchina dell’Auxerre).
Ma partiamo dal 1984, anno in cui Wenger, dopo una carriera da difensore in Francia, inizia ad allenare al Nancy dove rimane tre stagioni senza ottenere risultati di rilievo. Nel 1987 passa al Monaco dove vince subito il Campionato Francese nel 1988 e la Coppa di Francia nel 1991. Il Monaco di Wenger può contare su giocatori del calibro di George Weah e del “tedesco d’acciaio” Jurgen Klinsmann. Viene esonerato all’inizio della stagione 1994/1995 per mancanza di risultati, ma viene ingaggiato dal Nagoya Grampus in Giappone dove ottiene grandi risultati vincendo una Coppa dell’Imperatore e portando la squadra dal terz’ultimo posto al secondo finale.
Nel 1996 arriva la svolta della sua carriera: Wenger ufficializza l’accordo con l’Arsenal il 28 settembre diventando il primo tecnico non originario della Gran Bretagna ad allenare i Gunners. I primi acquisti voluti dal tecnico alsaziano sono il francese Patrick Vieira, che diventerà una colonna del club, e Remi Garde. Nel 1997 arrivano i primi successi: vince Premier League e FA Cup, ma quello che più colpisce del tecnico alsaziano è la grandissima duttilità con cui riesce a modificare il modulo del suo Arsenal in base alle esigenze del momento.
Nel 2003/04 il suo Arsenal vince la Premier da imbattuto, i famosi “Invincibili” guidati da fuoriclasse come Patrick Vieira, Dennis Bergkamp e Thierry Henry. Una squadra straordinaria che rimarrà per sempre nel grande libro dei milgiori team della Premier League. Negli anni successivi arrivarono altri trofei: un’altra Premier League, quattro FA Cup e quattro Community Shield, di cui l’ultima nella stagione appena iniziata.
Wenger ha ottenuto anche dei riconoscimenti a livello individuale come il titolo di allenatore dell’anno nel 1998, l’allenatore francese dell’anno nel 2008 e, il più importante, il titolo di allenatore del decennio nel 2010.
Oltre ad essere stato un grande tecnico Wenger è famoso per le discussioni con i suoi colleghi: Josè Mourinho, Sir Alex Ferguson, Rafa Benitez e Manuel Pellegrini hanno avuto molte diatribe con Wenger in questi anni ma, alla fine, il rapporto con tutti loro è di rispetto assoluto e reciproco. Il 2014/15 è partito alla grande per i Gunners che hanno conquistato il Community Shield battendo 3-0 il Manchester City a Wembley, il tempio del calcio inglese. Negli ultimi anni della sua esperienza con i Gunners conquista altre Coppe d’Inghilterra e Community Shield, non riuscendo però a rivincere la Premier League.
Il 20 aprile 208 Wenger annuncia l’addio all’Arsenal al termine della stagione. Si chiude così un capitolo importante della storia del club e del calcio inglese. Un grande manager che a Londra rimpiangono non poco nonostante i recenti successi con Arteta.
Questa è stata l’esperienza in panchina di Arsene Wenger, il francese d’Inghilterra.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: ARSENE WENGER, IL FRANCESE D’INGHILTERRA
